Page 265 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato - N. 18/2023
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LA VALIGIA DI RACHELE GUIDI MUSSOLINI.
IL TRASPORTO DEL MEDAGLIERE DAL 1943 AL 1945
Non siamo in grado di ricostruire, allo stato attuale, l’originaria composizione del me-
dagliere “storico” di Mussolini, di cui la memorialistica ci testimonia la rilevante consistenza,
nè la successiva dispersione .
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Ignoriamo infatti la sorte delle altre medaglie e decorazioni lasciate da Rachele Mus-
solini a Villa Torlonia, ossia di quelle escluse dalla selezione che ritroviamo nel più ristretto
medagliere trasportato alla Rocca delle Caminate e poi a Gargnano .
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Se la storiografia e la memorialistica hanno dedicato ampio spazio alla famosa valigia di
cuoio con i documenti segreti che Mussolini aveva portato con sè nella fuga prima di essere
fucilato, scarsa attenzione ha ricevuto sinora il ruolo svolto in più occasioni da sua moglie
Rachele (tav. I), nell’assicurare costantemente il trasporto e la salvaguardia del medagliere
del marito da Villa Torlonia a Rocca delle Caminate nel 1943 e nell’aprile del 1945, a Como,
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nella fuga degli ultimi giorni verso il confine con la Svizzera .
Il 1 settembre 1943, mentre Mussolini si trova ancora in arresto a Campo Imperatore,
Rachele, prelevata a Villa Torlonia dal generale Polito che deve accompagnarla alla Rocca del-
le Caminate, chiede all’ufficiale di poter portare via, in una piccola valigia, solo la cassetta con
le decorazioni, con tutta probabilità già selezionate, insieme a pochi vestiti, come dichiarerà
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nella denuncia presentata nel 1944 a Gargnano :
Nessuna perquisizione venne operata nel mio domicilio. Chiesi ed ottenni di portare con me,
unica ricchezza in casa Mussolini, le decorazioni di mio marito nel mio piccolo bagaglio, in
quella stessa piccola valigia che il Generale Polito tante volte, in passato, aveva voluto portare
per me, dichiarandosi onorato di farlo. (...).
Rachele è l’ultima depositaria delle volontà del marito, il quale, come lei stessa ricorderà
nel dopoguerra, avrebbe voluto i suoi libri, le sue decorazioni, e i doni che aveva ricevuto da
ogni parte del mondo riuniti in un “museo dei ricordi mussoliniani” alla Rocca . E sarà anche
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l’ultima custode della cassetta con le decorazioni del marito, come dimostra la presenza del
suo modesto patrimonio di ornamenti e ricordi personali (cat. 21-25).
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Il contenuto della cassetta verrà poi nascosto a Villa Mantero, dove Rachele soggiornerà
dal 25 aprile insieme ai figli Romano e Anna Maria, e che lascerà di notte per raggiungere in
macchina il confine con la Svizzera, da cui sarà respinta. Dal confine Rachele e i figli ritor-
neranno indietro e troveranno riparo presso la villetta di un fascista alla periferia di Como .
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Il pomeriggio del 29 aprile Rachele verrà arrestata e il suo bagaglio perquisito :
Il commissario mi ordinò di aprire le poche valigie che avevo portato con me da Gargnano, per
accertarsi che non contenessero documenti e gioielli.”
Nella stessa giornata, il medagliere verrà ritrovato dai partigiani dentro un sacco nella
rimessa di Villa Mantero. Verrà poi consegnato alla prefettura di Como e quindi trasferito
alla Banca d’Italia prima a Como e dopo a Roma, nella Tesoreria Centrale dello Stato, in cui
rimarrà depositato sino ai nostri giorni .
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La vaLigia di RacheLe guidi MussoLini S. Pennestrì
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