Page 93 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato - N. 18/2023
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“CON LA SPADA E CON L’ARATRO”. LA CONQUISTA DELLA TERRA

                    DAL 1928 AL 1939. MEDAGLIE DELL’OPERA NAZIONALE COMBATTENTI

                                    NELLA TESORERIA CENTRALE DELLO STATO




                      Tra gli eterogenei materiali depositati alla Tesoreria Centrale dello Stato in Banca d’Italia
                 si sono ritrovate numerose medaglie degli Enti soppressi, databili lungo un arco di tempo che
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                 attraversa gran parte del Novecento .
                      Particolare interesse storico riveste il fondo delle medaglie commissionate alla Regia Zec-
                 ca dall’Opera Nazionale Combattenti ed eseguite da Giuseppe Romagnoli, direttore della Scuola
                 d’Arte della Medaglia . L’Ente, istituito per assicurare assistenza ai reduci con il decreto n. 1970
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                 del 10 dicembre 1917 dal Ministro del Tesoro Francesco Saverio Nitti e Alberto Beneduce, finì
                 per identificarsi con l’imponente opera di bonifica dell’Agro Pontino che il regime fascista con-
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                 cepì e realizzò tra la metà degli anni Venti e la fine degli Anni Trenta del Novecento .
                      La politica agraria volta alla conquista di terra da bonificare e coltivare aveva richiamato
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                 presso i cantieri dei Consorzi numerosi soldati reduci dal fronte della Grande Guerra . La pro-
                 paganda di regime aveva saputo associare la guerra per la patria, appena vinta dai reduci, alla
                 conquista della terra e alla guerra contro la natura ostile delle paludi, considerata da secoli
                 inviolabile e invincibile e in cui regnava incontrastata la malaria . Il soldato ex combattente,
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                 arruolato in questa battaglia quotidiana, veniva proiettato, come tutti gli altri italiani, nel tem-
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                 po del mito dell’antica Roma  (tav. I). Diveniva così il diretto erede del miles agricola, dedito
                 alla coltivazione della terra, armato di spada e di aratro .
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                      In quella stessa terra promessa il reduce poteva recuperare le radici del suo passato
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                 ideale, anche attraverso l’occasionale rinvenimento di resti e antichità . Il 5 febbraio 1928, in
                 occasione della visita di Mussolini alla sede centrale dell’Opera Nazionale Combattenti, gli
                 viene consegnata “una piccola urna romana, ritrovata dissodando un incolto terreno nella
                 tenuta di Isola Sacra, alle foci del Tevere, di proprietà dell’Opera combattenti”, in cui era stata
                 racchiusa “una pergamena con le firme di tutto il personale dell’Opera” .
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                      Gli ex combattenti, quindi, “eredi della tradizione militare di Roma”, devono “esercitare
                 la virtù redentrice ed esaltatrice del lavoro dei campi, restituito da Benito Mussolini a dignità
                 ed orgoglio nazionali” . La bonifica e la coltivazione da parte dell’Opera Nazionale Combat-
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                 tenti viene intrapresa come una vera e propria guerra, condotta attraverso un programma
                 fittissimo di interventi finalizzati alla fondazione di centri rurali e urbani nell’Agro Pontino .
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                      Il compito di scandire le tappe del percorso vittorioso, di solcare la terra con l’aratro e
                 di seminarla, è affidato a Mussolini, eroe culturale dei riti propiziatori per la fondazione di
                 nuove città, sul modello della tradizione romana (tav. I), come lo rappresentano le cronache
                 e le immagini diffuse in quegli anni dal regime  (figg. 1-4).
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                      Il motto scelto dall’Opera, “Ense et spada” rimanda ai due strumenti che accompagnano
                 il reduce, che di fatto continua a combattere come un soldato arruolato contro le malefiche
                 paludi. L’aratro e la spada affiancheranno il fascio littorio negli stemmi araldici dei centri fon-
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                 dati nell’Agro Pontino bonificato, come Littoria e Pontinia .
                      Nel 1928, primo decennale della vittoria, sia i reduci che i mutilati di guerra si ritroveran-
                 no al centro di un intenso programma di celebrazioni voluto da Mussolini per legare indisso-
                 lubilmente il culto della patria e della vittoria al culto del littorio e della mitologia fascista che
                 proprio in quegli anni decolla ed impone il suo calendario, i suoi riti, i suoi simboli . Il legame
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                 verrà sottolineato dalla visita di Mussolini, il 5 febbraio 1928, alla sede centrale dell’Opera .

                 “Con la spada e Con l’aratro”                                                      S. Pennestrì





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