Page 221 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.2-2013
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Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei – VETRINE E ITINERARI           221








         Vetrina 2.   La Collezione Borgia

              Il cardinale Stefano Borgia (1731-1804), membro dell’Accademia etrusca di Cortona e dell’Acca­
         demia di Fermo, Segretario di Propaganda Fide, partendo da un nucleo di oggetti antichi colleziona-
         ti nel tardo XVII secolo dal suo antenato Clemente Erminio Borgia (1640-1711) e dal cospicuo me      ­
         dagliere dello zio Alessandro
         Borgia (1682-1764), Arcive     ­
         scovo di Fermo, costituì, nella
         seconda metà del XVIII seco­
         lo, una ricca collezione anti­
         quaria nella sua casa-museo
         di Velletri, l’unica in Europa a
         riunire antichità greche, vol  ­

         sche,   etrusche, romane, arabe,

         indiane ed egiziane, citate dal
         Goethe nel suo Viaggio in Ita  ­
         lia  nel 1787 che  ne fece  tap ­
         pa obbligata  del Grand  Tour.
         La carica ricoperta nell’ambito
         della Congregazione di Propa­
         ganda Fide gli aveva dato l’op­
         portunità di tessere rapporti
         internazionali  e  di  arricchire
         la propria collezione,   origina­
         riamente costituita da materia ­
         li di provenienza locale, con
         opere, anche archeologiche,
         provenienti da luoghi lontani;
         tra i tanti oggetti pervenuti nel
         Museo napoletano importan      ­  Fig.   1 – muSEo archEologico nazionalE     naPoli, Collezione numismatica: vetrina


                                                                            Di
         tissima è la collezione di anti ­  Collezione Borgia.   © SSbanP.
         chità egiziane costituita essen ­

         zialmente nel ‘700,   epoca della prima formazione della raccolta, con materiali che rispecchiano gli
         interessi e le conoscenze dei viaggiatori dell’epoca.
              Nel 1804 il cardinale moriva a Lione; poiché nel suo testamento egli aveva esplicitamente no­
         minato erede universale del Museo Borgiano esistente a Velletri il fratello Giovanni Paolo Borgia e
         i suoi discendenti primogeniti, la Congregazione di Propaganda Fide, in contrasto con la famiglia,
         ritenne di dover acquisire tutti gli oggetti, tra cui migliaia di libri, codici, reperti archeologici e mo ­
         nete, che si trovavano a palazzo Altemps, abitazione romana del cardinale.
              Il nipote Camillo (1733-1817) in un momento storico particolare e in circostanze economi­
         che molto difficili per la famiglia decise, per far fronte alle difficoltà finanziarie, di vendere la
         collezione. La prima trattativa nel 1805 con il re di Danimarca non andò a buon fine per volontà
         di papa Pio VII che non volle che opere di notevole valore artistico ed archeologico uscissero
         dai suoi Stati,   fallita anche la seconda nel 1811 con il Governo francese, nel 1814 la collezione

         venne proposta al re di Napoli Gioacchino Murat e al buon esito della trattativa contribuì la
         regina Carolina appassionata di antichità e in particolare di monete antiche;  l’acquisto fu con­
         cluso nel 1815 da Ferdinando IV di Borbone e nel 1817 la raccolta fu trasferita nel Real Museo
         Borbonico di Napoli.
              La collezione monetale di Stefano Borgia (figg. 1-2) oltre a essere l’espressione della cultura
         settecentesca è lo specchio degli interessi del cardinale che riteneva lo studio delle monete fon-







         Sala     ii. collEzioni   STorichE   DEl muSEo archEologico nazionalE     naPoli   Tra ‘500 E ‘800     T. Giove
                                                                     Di
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