Page 30 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.2-2013
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                                                            Anzitutto una storia del ritratto, a partire dal primo
                                                       fortemente idealizzato di Alessandro Magno, per prose   ­
                                                       guire con quello di Tolomeo, sovrano d’Egitto, che fu
                                                       il primo a sostituire il ritratto del re macedone con il
                                                       proprio, molto realistico, accompagnato dalla legenda
                                                       ΒΑΣIΛΕΩΣ ΠΤΟΛΕΜΑIΟΥ, dei  successivi sovrani dei
                                                       regni di Asia (dinastia dei Seleucìdi) di Macedonia e Gre ­
                                                       cia (dinastia degli Antigònidi), e di Pergamo (dinastia de ­
                                                       gli Attàlidi), dei quali conserviamo ritratti monetali assai
                                                       realistici.  Nel mondo romano si inizia con i primi ritratti
                                                       di Cesare, ancora in vita, e con i ritratti imperiali nel re ­
                                                       sto dell’Impero (fig. 4), oscillanti tra forme idealizzate e
                                                       forme fortemente realistiche.
                                                            Altre vetrine ripropongono i modi della diffusione
                                                       di messaggi sociali, culturali e politici, (fig. 5) dalla rap ­
                                                       presentazione dei miti e delle leggende sia in emissioni

          Fig.   4 – muSEo   archEologico   nazionalE     FirEnzE,  greche che romane, alle celebrazioni dei trionfi e delle
                                            Di
          monETiErE: aureo di Tiberio (D/), 14-37 d.C. © SBAT.   conquiste militari,   alle garanzie per sicura successione,
                                                       senza rischi di vuoti di potere, fino alla celebrazione
          dei primi 1000 anni di Roma, di cui sono uniche testimoni le emissioni monetali di Filippo l’Arabo.
               Per il primo tema è stato evidenziato l’utilizzo “privato” della moneta in ambito romano per cui
          si giunge a tal punto che il magistrato responsabile dell’emissione, allo scopo di dare lustro al pro ­
          prio nome, costruisce a bella posta genealogie fittizie: L.   Titurius Sabinus fa discendere la propria
          famiglia da re Tazio ed illustra nei rovesci dei denari a suo nome, il ratto delle Sabine e la morte
          di Tarpeia; S. Pompeius Fostlus reclama una discendenza dal pastore Faustulus del mito romano;
          C. Mamilius Limetanus reclama la discendenza della sua gens da Tuscolo e da Telégono, il figlio di
          Ulisse e di Circe; infine, C. Iulius Caesar presenta sui denari a suo nome la scena della fuga da Troia
          con Enea che porta a spalle il padre Anchise e tiene nella mano non il figlio Ascanio ma il Palladio,
          a ricordo della discendenza della gens Iulia dallo stesso Enea e, per conseguenza, dalla dea  Venere.
               La nuova costruzione di un edificio pubblico o l’avvenuta conclusione dei restauri di uno già esistente
          ha spesso offerto l’occasione all’imperatore di turno per emettere una moneta commemorativa dell’evento.
               La distribuzione di generi alimentari di prima necessità (vino, olio, grano, sale e denaro) alla
          plebe romana è sempre stata tra le priorità degli impegni di ogni imperatore e di questo c’è abbon   ­
          dante traccia sulle monete che ricordano i congiaria e gli atti di Liberalitas.
               Le immagini sulle monete dei figli e della procreatrice, consorte dell’imperatore, contribui­
          scono a garantire visivamente la certezza di ereditarietà, come sono utili, in tal senso, anche le
          immagini di pieno accordo tra i componenti della famiglia imperiale (concordia augustorum) o di
          accordo con i soldati (CONCORDIA MILITVM, FIDES MILITVM o VIRTVS EXERCITVS). Soprattutto
          nel tardo impero sono sempre più frequenti i messaggi monetali che inneggiano ai primi cinque
          o dieci anni di regno dell’imperatore in carica (VOTA) con l’augurio di raddoppiarli; l’imperatore
          sempre più spesso è denominato RESTITVTOR o CONSERVATOR dello Stato; i suoi sforzi sono utili
          per il ritorno dei tempi felici (REPARATIO TEMP FEL),   ed è garante della SECVRITAS REI PVBLICAE.
               Filippo l’Arabo (244-249 d.C.) ebbe in sorte di festeggiare i primi mille anni di Roma (248 d.C.).
          Dell’avvenimento abbiamo, registrata per l’anno 246 d.C., la notizia contenuta nella Cronaca di S.
                     composta verso la fine del IV secolo d.C.: Mentre regnavano Filippo e suo figlio si compì il
          Girolamo,
          millesimo anniversario della città di Roma. In quella solenne occasione venne uccisa nel circo una
          enorme quantità di animali e nel Campo Marzio si svolsero spettacoli teatrali per tre giorni e tre notti
          con assidua partecipazione di popolo. Nessun altra fonte storica ricorda il fatto ad eccezione delle
          monete emesse a nome di Filippo, della moglie Otacilia Severa e del figlio Filippo.

               Le tipologie impiegate privilegiano non solo la raffigurazione degli animali esotici che presero
          parte ai giochi ma anche la lupa con i gemelli e il tempio di Roma Eterna; il tutto accompagnato
          dalle esplicite legende SAECVLVM NOVVM e SAECVLARES AVGG (=Augustorum).
               Alla stregua delle donazioni, con un provvedimento del 103 d.C., l’imperatore Traiano istituì
          gli ALIMENTA ITALIAE, sussidi destinati ai ragazzi bisognosi e tratti dagli interessi ricavati da prestiti
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