Page 35 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.2-2013
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Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia – CONTRIBUTI 35
I RINVENIMENTI NUMISMATICI DAL DUOMO * DI GEMONA DEL FRIULI
NEL QUADRO DELLA CIRCOLAZIONE MONETALE DEL FRIULI BASSOMEDIEVALE
(SECC. XII-XV) **
Lo scavo
A partire dal 2008 presso la cripta del Duomo di Gemona del Friuli (fig. 1) sono state avviate una
serie di indagini archeologiche collegate ad operazioni di consolidamento delle fondazioni. Le ricerche
all’interno dei locali sottostanti la sacrestia hanno rivelato la presenza di un piano inferiore: in particolare
si è osservato che la struttura muraria, che delimitava a sud il locale, scendeva fino a raggiungere il livello
della vicina strada che entra in città da porta Udine (a circa 7,30 m. sotto la quota del sagrato).
Le operazioni di scavo condotte sotto la direzione della Soprintendenza per i Beni Archeologici
del Friuli Venezia Giulia, con il coordinamento del dott. Davide Casagrande, si sono dunque con
centrate nello svuotamento dell’ambiente (contrassegnato con la sigla GDF CSM), consentendo il
ritrovamento di un consistente ossario di età medievale e moderna e ponendo interessanti domande
sull’utilizzo precedente della struttura che per dimensioni e spessore delle murature sembrerebbe
suggerire la presenza di un’antica torre (fig. 2).
Gli scavi sono stati accompagnati dalla pulizia e inventariazione dei reperti recuperati dall’ossario
nonché dall’esposizione in situ di una loro selezione per una immediata fruibilità e testimonianza dell’a
vanzamento dei lavori. Si è attivata inoltre una collaborazione con la Facoltà di Medicina dell’Università
di Udine per lo studio statistico e chimico-fisico del contesto antropologico. Tra i reperti raccolti, in
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gran parte crocefissi, vaghi di rosario in osso e legno, medagliette votive, fibbie, anelli e monili, vi sono
anche una cinquantina di monete, oltre metà delle quali è assegnabile all’età moderna e contemporanea.
La lettura cronologica della sequenza stratigrafica indagata è confermata dai reperti numismati
ci, che appaiono sempre coerenti con le unità stratigrafiche individuate in base ad altri tipi di reper
ti. Raggiunti gli strati inferiori, al momento in cui l’ambiente è stato quasi completamente svuotato
dai resti ossei, sono state individuate diverse monete (ancora cronologicamente coerenti tra loro)
che hanno fornito un termine post quem assolutamente chiarificatore individuabile negli inizi del
XIII secolo: appare questo il riferimento cronologico per l’inizio delle deposizioni nell’ossario.
In seguito (agosto 2012), sono state avviate indagini superficiali presso l’adiacente sacello di
San Michele (siglato GDF SSM), correlate alla sistemazione dell’ambiente ai fini della corretta con
servazione del ciclo di affreschi ivi esistente. Nei pressi di una sepoltura di un inumato apparente
mente di giovane età, sono state raccolte altre 2 monete utili a fornire un confronto cronologico con
l’ambiente già indagato. Se l’identificazione dell’ossario non ha posto particolari problemi di lettura
archeologica, per questo secondo vano (e per un terzo addossato) le ricerche proseguiranno in fu
turo con ancora maggior attenzione nella speranza che se ne possano ricavare elementi interessanti
sulla storia dell’edificio e della città medievale.
I reperti numismatici
La presenza di monete antiche in prossimità o all’interno di ambienti ecclesiastici può esser
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fatta risalire ad attività connesse allo svolgimento del culto ma pare opportuno ricordare che presso
siti religiosi (o comunque nelle strette pertinenze) si svolgevano spesso attività di incontro e scam
bio commerciale come mercati tradizionali con cadenze regolari .
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