Page 36 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.2-2013
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36 Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia – CONTRIBUTI
Fig. – gEmona DEl Friuli, Il Duomo. © Associazione storico-archeologico-culturale «Valentino Ostermann» (Foto di E. Forgiarini).
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Per quanto riguarda l’indagine archeologica a Gemona, come vedremo in seguito, non pare di
poter giustificare questi ritrovamenti numismatici in un contesto collegato ad un abbandono inten
zionale, come potrebbero essere offerte rituali o depositi di fondazione , ma neppure in relazione
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a singole perdite accidentali .
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La moneta più antica recuperata negli scavi presso il Duomo di Gemona è stata ritrovata in
uno strato superficiale presso il sacello di San Michele (GDF SSM - US 1): è un denaro in ottimo sta
to di conservazione della zecca di Venezia databile alla prima metà del XII secolo (cat. 1, fig. 3). Si
tratta di un esemplare di buon argento che presenta delle caratteristiche tipologiche inconfondibili:
è osservabile anzitutto la forma del tondello che appare leggermente scodellata; quest’aspetto della
moneta, affatto casuale, è la conseguenza della tecnica di coniazione che prevedeva due diametri
diversi per i coni con cui era realizzata. Al dritto è rappresentata una croce greca (con le estremità
biforcute e 4 globetti nei quarti) racchiusa in un cerchio lineare; la legenda è ENRICVS IMP: per
questa ragione è consuetudine indicare questi denari come denari enriciani. Al rovescio, per la
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