Page 38 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.2-2013
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38                           Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia   – CONTRIBUTI


                                                  La  datazione  del pezzo,    compresa in  un periodo di poco
                                             successivo alla prima metà del XII secolo, lo inserisce in un con­
                                             testo di storia numismatica abbastanza complesso su cui solo
                                             recentemente alcuni studiosi hanno proposto una lettura convin    ­
                                             cente . L’importanza del ritrovamento suggerisce di ripercorrere
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                                             brevemente le linee principali del quadro numismatico coevo per
                                             comprendere meglio il ruolo di questa moneta e delle successive
                                             negli scavi archeologici di Gemona.
                                                  Il sistema monetario imposto ai domini europei dai regnanti
                                             carolingi a partire dall’VIII secolo prevedeva un sistema di conto
                                             basato sulla libra da 12 soldi e 240 denari con un’unica mone     ­
                                             ta coniata (denaro) spendibile in ogni parte dell’Impero con lo
                                             stesso potere d’acquisto; il sistema iniziò ad incrinarsi alla metà



          Fig.   3 – SoPrinTEnDEnza  PEr  bEni  ar ­
                                  i




          chEologici   DEl Friuli vEnEzia giulia, DE-  del X secolo quando alcune zecche iniziarono a produrre monete
          PoSiTi. Denaro enriciano (D/) in argento  contenenti una minor quantità d’argento rispetto a quella stabi­
          della zecca di Venezia,   prima metà XII  lita. Mentre fino ad allora i documenti testimoniano indicazioni
          sec. circa. © SBAFVG.              monetali generiche, da quel momento cominciò ad essere anno­
                                             tata negli atti notarili la specificazione della zecca d’origine delle
          monete in uso nel contratto: evidentemente a fronte delle alterazioni monetali si rendeva necessario
          preservare il valore della transizione economica registrata per fare salvi i crediti. Nel Friuli di X se­
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          colo la moneta di riferimento ufficiale , così come nel resto del Triveneto, era con ogni probabilità
          il denaro ‘imperiale’ di Verona, di buon peso e di buon intrinseco al pari delle emissioni milanesi
          e pavesi.
               La moneta veneziana, invece, fu oggetto di una svalutazione che – a parità di valore nomina     ­
          le – le assegnò un valore intrinseco sensibilmente inferiore. Grazie a questa caratteristica perciò,
          come confermato dai dati di rinvenimento archeologico locali, le emissioni veneziane circolavano
          abbondantemente nel Friuli del X secolo. La svalutazione nell’intrinseco dei propri denari procurava
          ovviamente alla zecca un considerevole guadagno e così a fine XI secolo anche altre zecche (prin     ­
          cipalmente Verona) svalutarono la loro moneta . Si avviò così una sorta di “corsa alla svalutazione”
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          tra le due zecche di Venezia e Verona che progressivamente emisero denari sempre più impoveriti
          d’argento, con lo scopo di conquistare il mercato.
               Questa situazione portò all’integrazione delle due monetazioni e perdurò fino a che la Repub­
          blica di Venezia dette l’avvio (1094?) ad una nuova monetazione che previde proprio l’emissione
          di denari con al dritto una croce e la legenda ENRICVS e la testa di San Marco al rovescio . La
                                                                                                           11
          produzione venne interrotta, come abbiamo già avuto modo di dire, negli anni ’60 del secolo XII.
          I rinvenimenti friulani di denari di questo tipo sono noti da Basiliano (UD), Buttrio (UD), Cesclàns
          di Cavazzo Carnico (UD), Cividale del Friuli (UD), Rive d’Arcano (UD), San Daniele del Friuli (UD),
          Venzone (UD), Vito D’Asio (PN) e dalla Valle del fiume Bût (regione della Carnia) .
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               La presenza nella cripta di San Michele a Gemona di un denaro enriciano di Venezia proprio
          di questo tipo rappresenta perciò un primo importante tassello a testimonianza del fatto che la
          cittadina prese parte - già nel XII secolo – al flusso di traffici lungo la direttrice nord-sud che
          percorreva la regione e che coinvolgeva percorsi e centri di insediamento di sicura importanza
          mercantile.
               Nella seconda metà del XII secolo avvenne l’ingresso in Friuli di consistenti quantità di dena­
          ri di buon argento emessi dalle vicine zecche della Carinzia (soprattutto Friesach) : essi,   a causa
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          di un rapporto di cambio favorevole rispetto alla moneta veneta, ebbero grande diffusione tanto
          che gli stessi Patriarchi aquileiesi presero a coniare moneta sul piede frisacense. I sistemi di conto,
          veneto ed austro/tedesco, erano integrati in Friuli ed i nominali godevano di rapporti di cambio
          fissi tra loro.   Verona poco prima del 1185 emise una moneta che ebbe molta fortuna e diffusione e
          che è presente nell’ossario gemonese: il denaro cruciatus    (cat. 2). Il nome comune assegnato alla


          moneta trova spiegazione nella sua tipologia: una lunga croce sia al dritto che al rovescio divideva
          un cerchio lineare e la parte epigrafica.   Questa prima diffusione di moneta veronese nell’area friu­
          lana (esemplari simili sono molto comuni per questo periodo) trovò successo grazie al fatto che,
          rispetto alla concorrente moneta veneziana, il cruciatus godeva di un rapporto di cambio privile     ­


                                            Di
          rinvEnimEnTi   numiSmaTici   Dal   Duomo     gEmona   DEl   Friuli                          L. Passera
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