Page 40 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.2-2013
P. 40
40 Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia – CONTRIBUTI
(1302-1315) in ottimo stato di conservazione rinvenuto nella US 4. Al dritto, accompagnato dalla
legenda OTOBONVSPA, è raffigurato il Patriarca mitriato con libro e croce astile; la figura è caricata
di stemma a cuore del patriarcato con aquila ad ali spiegate. Al rovescio, con legenda +AQVILE
GENSIS, c’è a tutto campo lo stemma araldico famigliare del patriarca, ovvero quello dei Feliciani
di Piacenza.
Ottobono, designato da Papa Bonifacio VIII (citato anche da Dante nel XIX canto della Divina
Commedia e collocato ancora vivo nel girone dei simoniaci), con l’immagine del dritto sulla mone
ta, voleva forse comunicare che nel Patriarcato di Aquileia egli riuniva su di sé ancora una volta il
potere della Chiesa di Aquileia, attraverso l’immagine del vescovo seduto in faldistorio, ed il potere
temporale amministrativo grazie all’aquila che al tempo era divenuta simbolo del patriarcato .
22
La documentazione d’archivio friulana del XIV secolo registra prevalentemente nelle contratta
zioni formule che indicano moneta aquileiese o veneziana, ma è probabile che queste siano state
spesso delle unità di conto necessarie al solo scopo formale di salvare debiti e crediti negli atti
contabili 23 . L’archeologia conferma invece come vi sia stata una certa vivacità di circolazione che
parrebbe testimoniare in questo periodo in Friuli il grande fermento mercantile e l’intensità del
commercio. Gli scambi monetali impegnavano molti altri tipi di monete di altre zecche (ad esempio
24
denari piccoli padovani, moneta di Trieste, di Merano…) anche estere . A Gemona sono infatti at
testate, per il XIV secolo, un denaro di Ferrara (cat. 9) del marchese Obizzo d’Este (1344-1352) con
la grande lettera F nel campo, un quattrino (vierer) della Contea del Tirolo con al rovescio (unica
faccia leggibile) l’aquila meranina (cat. 10).
E’ stato assegnato ai secoli XIII-XIV un denaro di lega d’argento della Repubblica di Venezia
che il cattivo stato di conservazione non consente di definire e datare con miglior precisione (cat.
14), mentre è certamente databile un frammento di un’altra moneta veneziana (cat. 13): si tratta
di una tipologia numismatica abbastanza nota nel Triveneto. Questo tipo di denari si rinvengono
spesso molto consunti e con caratteristiche tipologiche evidenti: il tondello su cui viene impressa
l’impronta del conio è scodellato e la parte esterna della moneta è quella che solitamente risulta
meglio leggibile. Nell’esemplare veneziano in oggetto la consunzione non consente di proporre
un’attribuzione certa, per cui risulta appartenere al periodo compreso tra il dogato di Antonio
Venier (1382) e quello di Francesco Foscari (1446).
Oltre alla moneta della Repubblica di Venezia la storia della circolazione monetale friulana testimo
nia per questo periodo anche numerario di Padova e del Patriarcato di Aquileia. Una politica di consoli
damento del potere temporale dei Patriarchi, avviato dal 1334 con Bertrando di Saint Geniès e prosegui
ta con i suoi successori per tutto il secolo , provocò un’affermazione anche monetale nella regione. Nei
25
ripostigli registrati per la II metà del XIV d.C. (e inizi del XV d.C.) sono infatti numerosissime le monete
di Aquileia . Nonostante questa sia una situazio
26
ne condivisa da molti altri siti archeologici, in Ge
mona (almeno per questo scavo) queste tipolo
gie sono assenti. Il XV secolo rappresenta per il
Friuli un momento di stasi: dal 1420 il Patriarcato
divenne pienamente possesso della Serenissima
che impose la sua monetazione sulla circolazione
com’è testimoniato dalla presenza nel nostro sca
vo di due esemplari di denaro piccolo di nuovo
tipo (cat. 15-16, fig. 6). Questo nominale era de
stinato in particolare al commercio minuto: esso
venne introdotto nel 1446 dal doge Francesco Fo
scari (1423-1457) ed ebbe grande diffusione .
27
Il dominio veneziano non interruppe nel
Triveneto le relazioni commerciali col mercato
tedesco, ma anzi probabilmente sfruttò le vie
direttrici dei traffici che da secoli attraversavano
Fig. 5 – SoPrinTEnDEnza PEr bEni archEologici DEl Friuli vE
i
nEzia giulia, DEPoSiTi. Denaro in argento (R/) del Patriarca Ot il territorio sia dirette al mare che verso le aree
tobono de’ Razzi (1302-1315) emesso dalla zecca di Aquileia. più interne. Testimonianze monetali di monete
© SBAFVG. d’oltralpe attraverso rinvenimenti sporadici (mai
Di
rinvEnimEnTi numiSmaTici Dal Duomo gEmona DEl Friuli L. Passera

