Page 41 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.2-2013
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Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia   – CONTRIBUTI                     41


         in ripostiglio) confermano nel Triveneto una massiccia circola­
         zione di tali monete durante tutto il secolo XV ed il successivo.
         La documentazione d’archivio registra queste presenze: l’afflus  ­
         so di moneta tedesca in area veneta fu così massiccio in questi
         due secoli che le autorità della Repubblica Veneta – in partico  ­
         lare i dogi Agostino Barbadigo (1486-1501) e Leonardo Loredan
         (1501-1521) – presero provvedimenti al fine di limitarne la circo­
         lazione, fino ad arrivare al conio di monete stilisticamente molto
         simili . Le due aree monetarie contigue, tedesca e veneta, erano
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         in forte relazione da molti secoli, come si è visto, ed il flusso
         di monete reciproche era possibile grazie a rapporti di cambio
         mantenuti stabili. A Gemona, presso l’US 14 dell’ossario, sono
         state recuperate diverse monete straniere ad attestare una certa
         vitalità nei flussi mercantili: si tratta quasi sempre di pfennige di
         buon argento. Il più antico riconosciuto è un denaro ungherese       Fig.   6 – SoPrinTEnDEnza PEr i bEni archE ­




         di Ludovico I (1342-1382) con una croce a doppia traversa al         ologici    DEl  Friuli  vEnEzia  giulia, DEPo-




         dritto e testa di moro al rovescio (cat. 11). Ben tre sono i pfenni­  SiTi.   Denaro piccolo di nuovo tipo della
         ge austriaci: uno probabilmente viennese di XIII-XIV secolo con      Repubblica di Venezia, emesso sotto il

         aquila ad ali spiegate (cat. 12), uno della zecca di Salisburgo (II   doge Francesco Foscari (1423-1457).
         metà del XV secolo,   cat. 18) con al dritto il caratteristico stemma   © SbaFvg.
         diviso leone/bande ed un terzo di difficile identificazione ma sicuramente assegnabile al periodo
         XV-XVI secolo che denota chiari segni di una prolungata permanenza nella circolazione (cat. 17).
         A questi esemplari austriaci si affianca un ½ schilling del Ducato di Brandeburgo (zecca di Norim    ­
         berga) emesso da Friedrich IV (1495-1515) con scudo in trifoglio e aquila (cat. 19).
              In conclusione i 19 rinvenimenti gemonesi, per i secoli considerati, appaiono del tutto coerenti
         col quadro monetario noto ed è un ulteriore conferma di questa lettura il fatto che molte delle emis ­
         sioni medievali recuperate dall’ossario e dal sacello del Duomo di Gemona sono le stesse rinvenute in
         altre zone limitrofe, ad esempio Venzone (UD), Ovaro (UD), Cavazzo Carnico (UD), San Vito d’Asio
         (PN). Da ultimo appare palese che la tipologia dei rinvenimenti e le circostanze di ritrovamento indi ­
         cano per gli esemplari gemonesi dall’ossario (con sigla GDF CSM) una presenza occasionale,      quindi
         da collegare ai beni personali (non necessariamente connessi al rito) dei defunti. In particolare, secon ­
         do gli archeologi, non è da escludere che l’ossario sia stato oggetto della raccolta di ossa da differenti
         cimiteri cittadini. Per quanto riguarda invece le due monete (cat. 1 e 8) dal sacello di San Michele
         (con sigla GDF SSM) ancora in corso di scavo, sarà necessario attendere le analisi archeologiche per
         avanzare una lettura puntuale relativa all’ambiente indagato che esuli dal quadro della circolazione
         numismatica.


         CATALOGO CRONOLOGICO

              Il Catalogo che segue è organizzato secondo l’ordine cronologico dei reperti monetali dal XII
         al XV secolo.   Ai dati politici di riferimento seguono l’indicazione di zecca ed il nominale in carattere
         corsivo. La resa dei caratteri epigrafici, nell’impossibilità di restituire le varie legende con caratteri
         effettivi, è stata normalizzata: gli elementi mancanti, quando individuabili, sono compresi tra paren­
         tesi quadre; segue il tipo su dritto e rovescio descritto in forma sintetica. Vengono infine elencati la
         bibliografia di confronto e i dati fisici ed archeologici del reperto.

         REPUBBLICA DI VENEZIA



         a   nomE   Di Enrico v imPEraTorE (1112 c.-1164 c.)
         Zecca: Venezia     AR      denaro enriciano
         D/ +EN[RICVSI]MP Croce chiodata
         R/ +[S.MARCVSVEN] Busto stilizzato di San Marco con globetti attorno alla testa e 3 globetti sul
         vestito


                                           Di
         rinvEnimEnTi   numiSmaTici   Dal   Duomo     gEmona   DEl   Friuli                          L. Passera
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