Page 50 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.2-2013
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50                                   Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia   – CONTRIBUTI


               Lavori di ristrutturazione condotti tra il 2001 e il 2004 costituirono l’occasione per approfondire
                                                                        1
          le conoscenze relative all’area, mai in precedenza indagata ; gli accertamenti archeologici, pur se
          effettuati su modeste estensioni, permisero di delineare un quadro globalmente attendibile delle
          diverse fasi di occupazione del sito, frequentato senza soluzione di continuità a partire quantomeno

          dall’età romana.
               Gli scavi dimostrarono infatti che il monastero venne costruito ricalcando quasi perfettamen    ­
          te il perimetro di un vasto edificio romano, forse una villa, sorto in prossimità di un’importante
          sorgente suburbana e già noto dal XIX secolo per il ritrovamento di mosaici, epigrafi ed elementi
          architettonici.
               Di questo edificio, distribuito su piani diversi sfruttando la naturale inclinazione del terreno
          verso meridione, furono individuati i limiti settentrionale e occidentale: a nord furono parzialmente
          messi in luce alcuni ambienti su ipocausto rivestiti con intonaci dipinti e pavimentati con mosaici
          a tessere bianche e nere,   mentre nella fascia meridionale vennero rinvenuti resti di vani di servizio
          databili alla prima età imperiale e oggetto di un riassetto nel corso del IV secolo (fig. 1).
               Il sito è stato oggetto di una nuova indagine, conclusasi nell’estate 2012 (fig. 2), che ha inte ­
          ressato il cortile retrostante la chiesa di S. Paterio, presso il quale un intervento di emergenza aveva
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          portato all’inaspettato rinvenimento di strutture murarie medievali di notevole interesse .
               Lo scavo ha permesso di riportare in luce il perimetrale meridionale e parte dell’originario ca­
          tino absidale della chiesa primitiva, databile ai primi decenni del secolo XI, e strutture pertinenti a
          due fasi successive, verosimilmente circoscrivibili tra il XII ed il XIII secolo, l’ultima delle quali rap ­
          presentata da un notevole intervento di ristrutturazione concretatosi nell’ampliamento del transetto
          e nella sua chiusura con un’ampia abside semicircolare.
               Nel corso del XIV secolo al transetto venne addossata una monumentale torre di forma qua­
          drata con lati 7.50 m e murature dello spessore di oltre 2 m, cui era associato un poderoso muro di
          cinta che andava a connettersi con l’angolo sud-orientale della cosiddetta “casa dell’Abate”.
               Le fondazioni della torre vennero impostate sui resti di strutture riferibili ad un’ulteriore ala
          del grande edificio di età romana sul cui sedime sorse il monastero.   Si tratta dei resti di alcuni vani
          intonacati e forse originariamente pavimentati a mosaico, che vennero poi riutilizzati tra epoca
          tardo-antica e altomedievale.








































                    Fig.   3 –   brEScia, monaSTEro Di SanT’EuFEmia: vano presso il quale è stato rinvenuto il ripostiglio. © SBALo.
          un   riPoSTiglio     monETE     bronzo       iv SEcolo   D.c.                     A. Crosato, A. Verdi
                                            Di
                        Di
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