Page 58 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.2-2013
P. 58

58                                          Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio   – CONTRIBUTI


          cogliere l’amenità di un paesaggio cui fanno da cornice i Colli Albani, la maestosità del Monte
          Cavo e la cui vocazione agricola è stata ben radicata fino ad epoca recentissima. Nell’antichità
          la viabilità ruotava attorno alle arterie principali costituite dalla via Appia, dalla via Cavona e dal ­
          la cosiddetta via Castrimeniense,   denominazione moderna legata al municipio romano di Castri­
          moenium.   Quest’ultima coincide probabilmente con uno o più tracciati che sin dalla preistoria
          seguivano il cosiddetto “crinale di Roma”, collegando Monte Crescenzio presso Marino a Monte
          Antenne nell’area di Roma. La sua antichità e continuità di frequentazione sono state ribadite dal
          rinvenimento di due tracciati ascrivibili ad essa emersi nel sito Marcandreola, e dalle testimonian­
          ze archeologiche a questi connesse.
               Con lo scavo è stata messa in luce una stratificazione molto articolata riferibile a un ampio
          orizzonte cronologico, compreso tra l’età arcaica e il tardo impero.     Tra le realtà emerse spicca
          una monumentale cisterna trapezoidale (fig. 2) realizzata nella parte inferiore tagliando il sub­
          strato vulcanico, mentre la porzione relativa all’elevato è
          in opus signinum, muratura resa impermeabile grazie
          alla mescola di sabbia, calce e pietrame che, dopo
          la gettata, veniva battuta per aumentarne solidità
                                   pilastri, realizzati con la
          e resistenza all’acqua. I
          stessa tecnica, erano di supporto alla copertura,
          ormai perduta e presumibilmente costituita da
          volte a crociera.   Per i dati emersi in fase di scavo
          la cisterna è stata attribuita ad un arco cronolo­
          gico compreso tra la fine del I secolo a.C. e il I
          secolo d.C.
               Sulla pavimentazione è visibile la depres  ­
          sione funzionale alla decantazione, il  lacus,
          dal quale le acque depurate raggiungevano
          una condotta idrica per mezzo di due fistule
          in piombo. La condotta è scavata nel substrato
          e presenta pareti verticali rivestite da un para ­
          mento in opera reticolata.
               Sempre legata al sistema di distribuzione
          delle acque è una maglia di condotte ipogee,
          individuate in superficie da sei pozzi di ispezio­
          ne, tagliati nel peperino.
               Di grande importanza risulta essere la vo  ­
          cazione funeraria dell’area, derivata dalla con ­   Fig.   4 – SoPrinTEnDEnza PEr i bEni archEologici DEl lazio. Urna






          suetudine di localizzare le sepolture nei pressi    cineraria dal “Sito Marcandreola”. © Sbal.
          della viabilità principale.    Testimonianze in tal
          senso sono emerse in anni recenti grazie al rinvenimento di incinerazioni ed inumazioni lungo il
          tracciato della via Castrimeniense. La testimonianza più antica portata alla luce nei pressi del sito è
          un’olla cineraria ad impasto semidepurato con fondo piano, corpo globulare leggermente compres       ­
          so, spalla rientrante con breve collo a profilo concavo e orlo svasato (fig. 4). La datazione all’XI/X
          secolo a.C. si attribuisce per gli elementi ornamentali incisi, avvicinabili a quelli della facies di Bo ­
          schetto.
               A ovest della cisterna, è stata messa in luce una strada basolata sulla quale si riconoscono varie
          fasi di percorrenza (fig. 3) e alla quale sono collegate sette sepolture ad incinerazione in olla entro
          fosse circolari ricavate nel substrato in peperino, ascrivibili ad età tardo repubblicana. In origine le
          sepolture dovevano essere in maggior numero, come riscontrabile da alcune tracce ancora presenti
          sul terreno, ma le successive edificazioni lungo questo tracciato le hanno obliterate. Allineato al
          percorso è un paramento in blocchi di peperino, addossato ad una parete ricavata nel substrato
          litoide e legato a questa tramite un nucleo in muratura cementizia (fig. 5).
               La struttura ha come elementi angolari paraste di ordine tuscanico, con basi articolate in toro
          e listello su plinto e si caratterizza per la presenza di una scalinata della quale rimangono in posto
          cinque gradini in peperino e che bipartisce simmetricamente l’alzato. Pur non essendo ancora stati


          “SiTo   marcanDrEola” (ciamPino – rm): DaTi   numiSmaTici         A. Betori, A.L. Fischetti, A. Pancotti
   53   54   55   56   57   58   59   60   61   62   63