Page 295 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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LE MONETE LUCANE E BRUZIE
NEL MEDAGLIERE DEL COMPLESSO MONUMENTALE DELLA PILOTTA
Le modalità dell’acquisizione delle monete magnogreche custodite nel Medagliere del Mu-
seo Archeologico Nazionale di Parma sono state oggetto di studio di Anna Rita Parente, che ne
ha ricostruito la stratificazione attraverso l’analisi della documentazione d’archivio disponibile.
Inoltre, a cura della ex Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, si è proce-
duto alla informatizzazione delle schede di inventario (redatte nel tempo da Francesco Panvini
Rosati, Silvana Balbi de Caro, Emanuela Cocchi Ercolani, che ha indirizzato numerosi studenti
dell’Università di Bologna allo studio di sezioni e aspetti del Medagliere parmense) e alla digita-
lizzazione del patrimonio archivistico e fotografico in modo da garantire la fruizione e l’accesso
ai reperti monetali . La presente edizione si fonda dunque su uno sforzo collettivo e di alto pro-
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filo portato avanti da Università e Ministero, ognuno per le rispettive competenze, nel duplice
obiettivo della condivisione del patrimonio culturale museale con la comunità scientifica e con
il pubblico interessato e della tutela dei beni custoditi nei medaglieri, che, per essere efficace,
non può prescindere dalla conoscenza pedissequa di ogni singolo esemplare delle collezioni.
La sezione delle monete della Lucania e del Bruttium — di cui in questa sede viene
proposta una selezione di 200 esemplari nelle Vetrine virtuali — è costituita da 396 reperti
monetali. Le ragioni della selezione sono legate unicamente alle esigenze editoriali, mentre
bisogna tenere presente come, tra le righe della raccolta delle monete magnogreche, ancora
si legga l’aspirazione del collezionista alla completezza delle serie monetali — che, di fatto,
non è stata raggiunta in alcun caso. Per questa ragione si è determinato di scegliere, per le
duecento monete destinate alla fruizione online, gli esemplari rappresentativi delle fasi sa-
lienti delle storie monetali delle poleis, privilegiando alcuni nominali senza documentarne
tutte le varianti, anche quando presenti in collezione.
La documentazione disponibile non consente di discernere i contesti di rinvenimento
delle monete, né le collezioni di appartenenza e di origine: sappiamo che il più consistente
dei nuclei della sezione delle monete magnogreche è stato immesso nel Medagliere parmense
nel 1840, all’epoca dell’acquisizione della collezione del marchese Carlo Strozzi, ma è proba-
bile che ne fossero già presenti poche altre già a partire dal 1760, anno dell’istituzione del
Museo. Le prime accessioni furono con ogni probabilità monete di età romana repubblicana e
imperiale provenienti dagli scavi di Veleia , ma non è da escludere che nelle collezioni private
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che man mano vennero aggregate al Medagliere — ad esempio, quella del Padre Matteo Luigi
Canonici — fossero comprese anche monete della Magna Grecia. La collezione, dunque, come
oggi la vediamo, deve considerarsi originata prevalentemente dalla acquisizione Strozzi, la cui
selezione di monete magnogreche costituì un vanto per il Museo per la qualità degli esemplari
conservati. In realtà, ancora oggi possiamo constatare come il valore di questo nucleo risieda
certamente nel pregio estetico e nel buono stato di conservazione degli esemplari, in special
modo di quelli in argento. Tuttavia, il valore della collezione si definisce soprattutto per le scel-
te rintracciabili alla base del collezionare: come si diceva in precedenza, le varianti tipologiche
sono meno rilevanti rispetto all’esigenza di documentare le fasi storiche caratterizzanti la vita
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delle zecche. La cultura numismatica del marchese Strozzi, nota anche nelle sue debolezze , i
suoi numerosi contatti con gli intellettuali del suo tempo, gli scambi con altri collezionisti, le
acquisizioni nel corso dei viaggi, la vitalità degli interessi del Marchese e la dimensione anali-
tica del suo studio emergono dalla cura nella seriazione: un’impalcatura che può essere stata
modificata di poco dagli esemplari che possono essersi aggiunti al nucleo strozziano.
LE MONETE LUCANE E BRUzIE G. Gargano

