Page 341 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – VETRINE                                               339




































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            provinciale per concentrare invece l’attenzione sulla produzione imperiale in oro e argento e
            su quelle serie enee chiaramente coniate per circolare all’interno di tutto il territorio romano,
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            al di là di un più angusto confine provinciale .
                  Sono state invece tolte dallo studio le cosiddette medaglie di restituzione, raffiguranti
            l’effige di autorità della dinastia giulio-claudia, ma emesse in epoche successive (soprattutto
            in età flavia). Nonostante l’organizzazione originale della collezione le collocasse in coda agli
            esemplari degli imperatori celebrati sulla moneta, si è ritenuto opportuno lasciarle a studi
            successivi perché facenti parte di un panorama storico che non è più quello giulio-claudio,
            ma di chi a questa dinastia si è voluto richiamare per fini politici e di propaganda.
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                  Ristretto così l’ambito di ricerca, la collezione si compone di 337 monete , con una netta
            prevalenza degli esemplari in bronzo (circa il 67%) e una cospicua presenza di denari d’argento
            che costituiscono il 30% della raccolta (grafico 1). Si contano poi dieci monete d’oro che rappre-
            sentano il 3% del totale. Se si osserva invece con attenzione il grafico della distribuzione dei pezzi
            per autorità emittente, ci si accorge di una netta prevalenza di Augusto (153 esemplari: tav. I;
            fig. 1), seguito da Nerone con 68 (figg. 12-13), Tiberio con 45 (figg. 2-6) e poi Claudio (figg. 10-11)
            e Caligola (figg. 7-9), rispettivamente con 37 e 28 monete (grafico 2).
                  Una simile distribuzione si collega ancora una volta alla natura collezionistica della rac-
            colta del Medagliere e si connette con quella tensione alla completezza che, come abbiamo
            visto, la caratterizza. Il dato infatti diventa ancora più significativo se incrociato con quello
            della varietà dei pezzi: la raccolta presenta quasi sempre un solo esemplare per tipo e sol-
            tanto in rare occasioni si incappa in monete doppie che sono comunque presenti in numero
            davvero esiguo. Si può allora giustificare la distribuzione delle percentuali notando una di-
            retta connessione tra il numero di tipi coniati dagli imperatori e la loro presenza all’interno
            della collezione. Così la netta prevalenza degli esemplari augustei viene spiegata dall’elevato
            numero di tipi coniati dal princeps (si pensi ad esempio alle serie enee dei tresviri monetales),
            mentre meno numerosi sono quelli emessi da Tiberio, Caligola e Claudio. Il RIC riporta però
            un grande numero di esemplari attribuibili a Nerone, ma nel Medagliere l’aumento relativo a
            questo imperatore è molto contenuto. Spesso infatti si tratta di varianti di dritto da accoppiare
            a un numero relativamente ridotto di rovesci diversi e non si può escludere che questa ripeti-
            tività dei tipi di rovescio neroniani abbia fatto sì che la presenza all’interno della raccolta del
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            Museo Archeologico di Parma sia relativamente bassa .


            LE MONETE IMPERIALI ROMANE. LA DINASTIA GIULIO CLAUDIA                               A. Biasion
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