Page 339 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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LE MONETE IMPERIALI ROMANE
NEL MEDAGLIERE DEL COMPLESSO MONUMENTALE DELLA PILOTTA.
LA DINASTIA GIULIO CLAUDIA
Il Medagliere del Museo Archeologico Nazionale di Parma è stato costituito tra il 1760
e il 1839 grazie alla liberalità dei sovrani del Ducato e all’illuminata attività dei direttori del
Museo e abbraccia la storia della moneta dal mondo greco fino alla prima metà del ‘900.
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All’interno del Medagliere, particolarmente importante per consistenza e prestigio è la colle-
zione romana imperiale.
La raccolta nasce dall’unione di diverse collezioni private ed è inevitabile che alla base
vi siano acquisti mirati e selezionati secondo un criterio collezionistico di completezza ed
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esaustività tipico del XIX secolo . Seguendo questa logica si cercava di arricchire il Medaglie-
re con quanti più esemplari possibili, purché fossero tra loro differenti per rovescio, nomi-
nale o metallo. Non è quindi un caso che, nel corso dell’Ottocento il direttore Michele Lopez
privilegiasse l’acquisto di collezioni contenenti esemplari mancanti e fosse invece ben felice
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di scambiare i doppioni . Difficilmente infatti si incontrano monete doppie mentre sono fre-
quenti esemplari che contengono varianti, magari minime, ma significative.
Altro criterio fondamentale per la prospettiva antiquaria è la scelta di esemplari di alta
qualità, di grande bellezza e rarità. Le monete del Medagliere di Parma sono infatti, per la
maggior parte, caratterizzate da uno stato di conservazione che è mediamente alto e, quindi,
perfettamente compatibile con attente selezioni effettuate secondo l’estetica del pezzo piut-
tosto che attraverso la casualità del ritrovamento archeologico . Si incontrano esemplari di
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buona leggibilità, stile eccellente, grande modulo e solo molto più raramente pezzi di qualità
più bassa. Inoltre non era infrequente che gli esemplari meno belli, illeggibili o poco chiari,
venissero scartati e talvolta perfino distrutti . In realtà, studiando la raccolta non è raro im-
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battersi anche in un cospicuo numero di esemplari in pessimo stato di conservazione; ma se
si osservano questi pezzi con maggiore attenzione ci si accorge che sono monete dall’elevato
grado di rarità, dall’alto valore economico o possedute dal Museo in un solo esemplare. Quin-
di, pur premettendo che qualsiasi affermazione sulla rarità delle monete antiche è approssi-
mativa, non si può trascurare che la raccolta del Museo Archeologico di Parma contenga un
elevato numero di pezzi considerati “rari” sul mercato antiquario e per questa ragione auto-
maticamente “degni” di far parte del Medagliere.
Magnifico è, ad esempio, lo splendido sesterzio di Tito raffigurante l’anfiteatro Flavio,
un esemplare straordinario per qualità e tra i più ricercati. Particolarmente importante dal
punto di vista storico per il Museo di Parma sono invece i sesterzi che commemorano l’isti-
tuzione degli Alimenta Italiae ad opera di Traiano, di cui la collezione conta ben quattro
esemplari. In tre di essi l’Abbondanza stante a sinistra offre alimenti a un bambino, mentre
sul quarto (forse quello meglio conservato) è l’imperatore Traiano stesso che, seduto su una
sella curule, porge gli alimenti ad una donna con due fanciulli. L’emissione, già di per sé
rilevante da un punto di vista storico, assume ancora più importanza per il Museo di Parma
che conserva la Tabula Alimentaria ritrovata a Veleia, epigrafe bronzea di quasi tre metri di
larghezza che contiene l’editto originale del provvedimento traianeo teso a sostentare i fan-
ciulli italici indigenti .
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Un altro esemplare straordinario è un antoniniano di argento emesso da Pacaziano,
usurpatore salito al trono imperiale in seguito ad una rivolta nella Moesia Superiore proba-
LE MONETE IMPERIALI ROMANE. LA DINASTIA GIULIO CLAUDIA A. Biasion

