Page 183 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 12-2018
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IL ‘RIPOSTIGLIO’ DI SCOGLITTI-CAMARINA 1938.
TUTELA, ESPORTAZIONE E FALSIFICAZIONI MONETALI
Premessa
Un interrogativo sempre più legittimo alla luce delle ultime riforme normative e orga-
nizzative che riguardano il patrimonio culturale italiano è in che cosa consista la tutela del
patrimonio numismatico nazionale. Tale interrogativo non riguarda solo gli organi dello Stato
e delle Regioni e Province autonome a questa funzione preposti, ma anche i Musei, le cui
collezioni costituiscono un bacino di conoscenza fondamentale per indirizzare qualunque
fondata politica di tutela.
In questo senso agli Autori è parso significativo illustrare un caso esemplare, nel quale
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si sono incrociate le esigenze di tutela di una Soprintendenza con le possibilità di approfondi-
mento scientifico offerte da un’importante collezione museale, creando un proficuo scambio
di informazioni tra due città collocate agli estremi del nostro Paese. Da qui sono scaturite le
considerazioni che offriamo alla riflessione generale, volendo sottolineare come solamente
attraverso la collaborazione (istituzionale e non) si possono raggiungere obiettivi rilevanti in
questa disciplina.
Un elettro siracusano in esportazione a Torino
Il 10 agosto 2017 è stato presentato all’Ufficio Esportazione di Torino per l’uscita defini-
tiva dal territorio nazionale un esemplare in elettro della zecca di Siracusa, per un valore di-
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chiarato di 1.830 euro . L’esemplare appartiene a un gruppo di emissioni tradizionalmente at-
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tribuito all’epoca di Dione (357-353 a.C.) o di Dionigi II (367-357 a.C.) e oggi unanimemente
considerato da riferire al regno di Agatocle (317-289 a.C.) in seguito agli studi fondamentali di
Gilbert Kenneth Jenkins . Quest’ultimo collocò l’inizio delle emissioni in tale lega, considerate
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“sperimentali”, al 310 a.C., sulla base soprattutto delle associazioni presenti nel ripostiglio di
Camarina/Scoglitti 1938 (IGCH 2185) , facendole proseguire per tutto il regno e forse anche
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per un periodo posteriore alla morte di Agatocle . Più recentemente, si è suggestivamente
proposto di giustificare la scelta con il riutilizzo di elettro monetato proveniente dalle inden-
nità di guerra pagate da Cartagine ai Siracusani nel 306/5 a.C. (diodoro Siculo parla generica-
mente di χρυσίον, oro: XX, 79, 5) . In ogni caso, i dati dai ripostigli mostrano come gli elettri
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siracusani circolassero in Sicilia parallelamente a quelli cartaginesi e alla monetazione aurea .
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Non esistono analisi sistematiche recenti sulla composizione metallica della serie Apol-
lo/Tripode: in un solo caso si è condotto il confronto tra il dato superficiale (circa 1 μ) ricava-
to con il metodo della fluorescenza a raggi X (oro 62%, argento 37%) e il tradizionale sistema
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del peso specifico (oro 56%, argento 42%) . Questo secondo metodo, applicato a un gruppo
indistinto di 49 esemplari, aveva in precedenza fornito un valore medio a leggera prevalenza
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di argento (51,27% su 48,73%) .
Non vi è inoltre certezza sul valore nominale da attribuire a questi pezzi: in particolare,
alla serie Apollo/Tripode, del peso medio di g 3,60 , è stato attribuito il valore di 50 oppure
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25 litre , ma tentativi più recenti hanno rinunciato ad assegnare loro un ruolo, sia pure in
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un’organizzazione dei nominali coevi basata su rapporti semplici .
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L’esemplare in questione, in ottime condizioni di conservazione, con conii perfettamen-
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te impressi (fig. 1) , è stato accuratamente valutato dalla Soprintendenza nell’ambito della
previsione dell’articolo 68 del Codice dei Beni Culturali e Paesaggistici (d. lgs. 42/ 2004),
ovvero della possibilità di esprimere un diniego all’esportazione in ragione di un interesse
il ‘riPoStiglio’ di scogLIttI-caMarIna 1938 F. Barello, A.M. Manenti

