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188 Ufficio Esportazione di Torino, Museo Archeologico “P. Orsi” di Siracusa – CONTRIBUTI
Il ‘ripostiglio’ di Scoglitti 1938
Grazie alla documentazione dell’Archivio Storico della Soprintendenza di Siracusa , già
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citata dalla professoressa Paola Pelagatti , si possono ricostruire alcuni particolari del recu-
pero di questo ripostiglio, in realtà con vicende che lasciano perplessi, alla luce di quanto
sta emergendo, quasi come in un romanzo di Camilleri, considerato il luogo di rinvenimento
dell’area oggi famosa per il set televisivo di Montalbano!
Dai verbali degli interrogatori del 23 novembre 1938 del Regio Ispettorato di P.S. per
la Sicilia, settore di Vittoria, inviati in Soprintendenza, e dalle relazioni dell’allora ispettore
onorario della Soprintendenza, professor Costantino Bergamini di Caltagirone, direttore
della Scuola di Avviamento, emergono particolari utili a ricostruire più precisamente le
vicende legate alla scoperta del ‘ripostiglio’. In una lettera del 28 novembre 1938 e in
un’altra del 3 dicembre 1939, indirizzate al Soprintendente di Siracusa, Giuseppe Cultre-
ra, l’ispettore Bergamini relaziona e invia foto della spiaggia di Scoglitti dove ipotizza sia
stato rinvenuto il “tesoro”: affiorano così alcuni dettagli della vicenda. Il giorno 21 agosto
1938, alcuni ragazzi (Giuseppe Refano, Giuseppe Corbino, Febrinio Mannelli) rinvennero
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a Scoglitti, in via Messina , a due chilometri a nord-ovest dell’antica colonia siracusana di
Camarina, un vaso con 270 monete in argento, che distribuirono fra loro. Tornando l’indo-
mani nella stessa località ne trovarono, vicino alla spiaggia, altre 63 in oro, in un recipiente
di terracotta .
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Dagli interrogatori riportati nel verbale emergono le vicende che portarono alla divi-
sione, distribuzione e vendita delle monete, in particolare all’orefice Giuseppe Scuderetti di
Vittoria, dal quale nel settembre del 1938 l’avvocato Vincenzo Pappalardo di Catania (nato
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nel 1895) sostenne di averne comprate 28 (15 Au e 13 Ar).
Il processo dalla prima fase presso la Pretura di Vittoria del 1939 arrivò a conclusione
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nel 1942, con la condanna a restituire tutte le monete ; non sappiamo di preciso quando
questo si realizzò .
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Duecentosessantuno monete alla fine risultano acquisite nel patrimonio dello Stato nel
1961, inventariate nel 1962, nell’ambito del lavoro di riordino del Medagliere collocato nell’al-
lora Museo Nazionale di Piazza Duomo , curato dalla dottoressa Maria Teresa Currò e diret-
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to dal Soprintendente Luigi Bernabò Brea, nella fase immediatamente precedente all’apertura
al pubblico del Medagliere di Siracusa.
Queste sono state pubblicate da Robert Ross Holloway nel 1989, senza individuare i fal-
si presenti (tav. I, b-d) : lo studioso distingue correttamente il ripostiglio di Scoglitti del 1938
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da quello rinvenuto a Camarina nel 1928, in contrada Malavita, “confiscato dalla questura e
consegnato a Paolo Orsi personalmente il 6 ottobre 1928, in Ragusa”, come risulta dall’inven-
tario, che contiene 5 esemplari di “50 litre” del gruppo B di Jenkins .
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Fra le monete in elettro rinvenute a Scoglitti, l’esemplare inv. 55537, con anfora dietro
il collo di Apollo, insieme all’esemplare n. 55538, con il tipo della stella al D/ dietro la nuca
del dio, erano stati già comunque registrati come falsi sull’inventario del Museo, alla data del
27 febbraio 1956 (la stessa notazione di falso è riportata nel sottoconto, un ulteriore registro
conservato nel Medagliere).
I cartellini che accompagnano le monete dal ripostiglio di Scoglitti riportano inoltre
abbreviazioni di nomi che è oggi possibile comprendere attraverso i verbali giudiziari .
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Riesaminando le monete in elettro della zecca di Siracusa del periodo di Agatocle, del
tipo Apollo/Tripode, all’interno del Medagliere di Siracusa, ne sono state individuate in totale
una trentina: alcune provengono dal vecchio fondo, dalla Collezione del canonico Lentinello
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confluita nel Medagliere civico , altre dalle collezioni Pennisi e Gagliardi, le più importanti
ed ingenti collezioni confluite nel Medagliere di Siracusa .
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Fra le monete del tipo Apollo/Tripode acquistate sul mercato da Paolo Orsi, due faceva-
no parte di un ripostiglio acquisito nel 1915, di cui non si conosce la provenienza . Di queste,
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una, col tipo con stella a otto raggi dietro la nuca di Apollo (inv. n. 36475; tav. II, 1), è stata
considerata falsa al momento dell’inventariazione ; l’altra (inv. n. 36474; tav. II, 2) con sim-
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bolo anfora, è anch’essa falsa . Altre due provengono da un ripostiglio acquistato nel 1913 a
Tiriolo, a pochi chilometri da Catanzaro (inv. n. 34635 con simbolo altare, inv. n. 34636 con
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simbolo elmo corinzio).
il ‘riPoStiglio’ dI scogLIttI-caMarIna 1938 F. Barello, A.M. Manenti

