Page 190 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 12-2018
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190 Ufficio Esportazione di Torino, Museo Archeologico “P. Orsi” di Siracusa – CONTRIBUTI
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Interessante la provenienza dagli scavi di Camarina del 1971 , presso il muro di cinta
meridionale, di una moneta del tipo Apollo-elmo/Tripode (tav. II, 3) ritenuta in elettro, che,
dalle prime analisi, ancora da confermare, sembra rivelare un’alta percentuale in oro.
Comunque, la presenza di falsi all’interno di uno stesso ripostiglio è un argomento da
non sottovalutare, tenendo conto che gran parte dei ripostigli a noi arrivati non proviene da
scavi regolari, ma spesso da recuperi occasionali e successivi sequestri, e che l’attività dei
falsari in Sicilia, documentata già alla fine del 1700 , è purtroppo continuata fino ai nostri
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giorni, come testimoniano i sequestri ; le storie, anche leggendarie, a proposito di alcuni
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rinvenimenti ne sono ulteriore testimonianza .
Conclusioni
La ricerca condotta intorno al falso elettro siracusano del tipo Apollo/Tripode (gruppo
B Jenkins) comparso nel 2017 a Torino ha dunque permesso di individuare complessivamen-
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te 32 esemplari usciti dalla medesima officina, prodotti dall’accoppiamento di tre differenti
conii di diritto (simboli: stella, protome equina, anfora) e tre di rovescio (vd. tab. 1). Il conio
di rovescio più utilizzato risulta essere quello qui definito come R2, accoppiato con tutti e tre
i diritti, mentre quello definito R1 sarebbe stato utilizzato solo con i diritti stella e protome
equina, e quello definito R3 solamente con il diritto recante come simbolo un’anfora.
Grazie ai cataloghi d’asta dei primi del ’900 possiamo fissare il terminus ante quem per
la fabbricazione di questi conii al novembre del 1912, quando due esemplari con i simboli
della stella e dell’anfora furono posti in vendita a Monaco di Baviera. Nel Medagliere del
Museo di Siracusa i primi due esemplari falsi entrarono nel 1915; altri quattro furono inseriti
poi da qualcuno degli indagati tra i pezzi restituiti , provenienti da un doppio ripostiglio
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(suddiviso in due contenitori tra monete in argento e monete in elettro), che sarebbe stato
rinvenuto casualmente nell’agosto del 1938 a Scoglitti (RG). La presenza dei falsi crea forti
dubbi sull’effettiva consistenza di quel rinvenimento.
Non abbiamo abbastanza elementi per capire chi fu in quest’ultimo caso lo ‘spacciatore’
di monete false - ma i personaggi coinvolti potrebbero essere più di uno -, né tantomeno chi
fosse il falsario. Certamente quest’ultimo doveva essere attivo in Sicilia sud-orientale e avere
contatti con un ampio numero di persone coinvolte nel traffico di materiale archeologico e
numismatico: antiquari, orefici, collezionisti .
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Nulla ci permette di sapere dove oggi siano i suoi conii, né di escludere che siano tut-
tora in uso.
federico Barello - angela maria manenti*
ABBREVIAZIONI BIBLIOGRAFICHE
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il ‘riPoStiglio’ dI scogLIttI-caMarIna 1938 F. Barello, A.M. Manenti

