Page 194 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 12-2018
P. 194

194          Ufficio Esportazione di Torino, Museo Archeologico “P. Orsi” di Siracusa – CONTRIBUTI



                41  Si ringraziano la Soprintendente, dottoressa Rosalba Panvini, e le signore R. Lo Monaco, D. Marino e S.
                Cicero per aver collaborato con la consueta cortesia nella ricerca e consultazione dei documenti.
                42  Pelagatti 2017, p. 390; in nota si indicano alcuni dei documenti consultati in questa sede e già citati nella
                bibliografia del territorio. Anche uggeri 1974, pp. 27-28, nel lavoro di ricognizione topografica del territo-
                rio camarinense, cita le vicende del rinvenimento riportando alcuni particolari e precisando che “parte del
                materiale fu recuperato per il museo di Siracusa”.
                43  Fu accertato che il terreno si trovava nella proprietà del marchese Ferreri di Comiso, residente a Catania.
                44  Il numero esatto delle monete subisce variazioni nei documenti. Nel verbale del 27/11/1938 del sequestro
                a opera del Regio Ispettorato di P.S. per la Sicilia, settore di Vittoria, inviato in Soprintendenza, risultano
                sequestrate 65 monete in oro, ovviamente non c’è distinzione fra oro e elettro. In un verbale (processo di
                contravvenzione del 23/11/1938, sempre dello stesso Regio Ispettorato), emerge il racconto della scoperta
                e della divisione delle 63 monete in oro in parti uguali e della successiva vendita e/o distribuzione.
                45  In particolare l’avvocato Pappalardo è noto perché coinvolto anche nella vicenda relativa al ripostiglio
                di Ognina (IGCH 2120), rinvenuto nei pressi di Catania nel podere di proprietà Cantarella, di cui solo una
                parte è esposta al Medagliere del Museo “Paolo Orsi” di Siracusa. È lo stesso avvocato, a cui i rinvenitori
                del tesoretto scoperto nel 1923 cedono con un atto del 1942 i diritti che sarebbero a loro spettati per le
                305 monete in argento rinvenute. Per le vicende giudiziarie e non solo si veda la sintesi di PenneStrì 2017,
                p. 25 ss. Altri nomi delle persone implicate nella vendita e distribuzione delle monete di Scoglitti diventa-
                no notazioni preziose da mettere in connessione con gli appunti registrati sotto le monete conservate al
                Medagliere o con altri elementi utili a ricostruire la presenza di falsari e/o di personaggi che ricorrono dai
                registri inventariali o in altri documenti anche per altri tesoretti del territorio, purtroppo spesso dispersi.
                46  Dalla documentazione di archivio si conoscono vari altri dettagli interessanti della vicenda. Per es. sap-
                piamo che Pappalardo, assolto nel 1940 per avvenuta amnistia del Re, rifiuta di restituire le monete che ha
                comprato e si offre invece di darle in dono. Ne segue una lunga controversia di cui si conosce una lettera
                del Ministero, che in data 20 luglio 1942 afferma di non accettare in dono da Pappalardo ciò che è già di
                proprietà dello Stato. Nel giugno del 1940 la Cassazione aveva accolto il ricorso del Procuratore di Catania
                contro la prima sentenza del Pretore di Vittoria, che aveva assolto tutti gli imputati, ad eccezione dei rinve-
                nitori: vd. Annali di diritto e procedura penale, X, 9 (1941), pp. 684-686.
                47  Sono gli anni dell’entrata in vigore della legge del 1939 e con molta abilità retorica Pappalardo fa ancora
                riferimento all’art. 18 della legge del 20/6/1909 (in merito al diritto alla metà delle cose o del valore corri-
                spondente all’autore del delitto o al ricettatore assolto!).
                48  Delle 63 monete in ‘oro’ che sarebbero state trovate all’interno di un vaso il giorno 22 agosto 1938, sono
                presenti 31 stateri cartaginesi in elettro (gruppi IV e V Jenkins-Lewis), 20 elettri siracusani del tipo Apollo/
                Tripode, 13 del tipo Apollo/Lira, e un triobolo d’oro di Filippo II di Macedonia (roSS holloWay 1989, pp.
                65-71, nn. 14-44, 61-94), per un totale di 65 esemplari.
                49  currò 1962-1964, p. 227; il contributo costituisce un prezioso aggiornamento del lavoro già condotto da
                Secondina Cesano nel 1935, edito nel 1940 (ceSano 1940), ed è la base a cui ancor oggi si fa riferimento,
                mentre è in corso la revisione dei tesoretti conservati nei depositi del Medagliere da parte della scrivente.
                50  roSS holloWay 1989, pp. 61-83, con un refuso a proposito dell’anno di rinvenimento, come rilevato in
                Coin Hoards IX (2002), p. 68, n. 632. Anche alla luce delle vicende che emergono in quest’occasione, sareb-
                be auspicabile un’edizione critica del tesoretto, la cui circolazione monetale evidentemente è connessa con
                eventi di guerra, dato che contiene anche pezzi rari, come una moneta in oro di Flippo II di Macedonia o
                due monete in argento, una della Tracia e una della Cappadocia.
                51  Il ripostiglio di contrada Malavita, il cui occultamento è messo in relazione con la conquista da parte di
                Phintias di Agrigento del territorio ad oriente della città, tra il 288 e prima del 285 a.C., quando Iceta di
                Siracusa riesce a fermarne l’espansione (si veda uggeri 2015, p. 89, per la ricostruzione storica e la biblio-
                grafia di riferimento), contiene 107 monete. Erroneamente IGCH 2185 considera Scoglitti 1938 come lotto B
                di Camarina 1928, per la provenienza abbastanza vicina e la consistenza simile dei due tesoretti. Entrambi
                restituiscono monete siculo-puniche in argento e in elettro, pegasi o stateri corinzi di varie zecche, monete
                della zecca di Siracusa del periodo di Agatocle, che costituiscono il termine cronologico. Anche nel ripo-
                stiglio di Camarina 1928 sono state recuperate dieci monete in elettro, cinque del gruppo A e cinque del
                gruppo B di JenkinS 1968.
                52  La moneta falsa inv. n. 55538 con stella riporta la nota “Papp”, da riferire probabilmente a Pappalardo.
                La moneta n. 55536 riporta la stessa indicazione “Papp”, la n. 55534 “Oleri”: è questo il nome con cui viene
                identificato, in uno dei verbali del novembre 1938, il cav. Auteri, “collezionista di monete antiche” “abitante
                a Catania”. Si tratta molto probabilmente dello stesso “antiquario” di Licodia Eubea, residente a Catania,
                da cui Paolo Orsi acquistò molti reperti e di cui si legge spesso nell’inventario del Museo e nei taccuini di
                P. Orsi: Pelagatti 1999, p. 314, nota 10.
                53  Si veda guZZetta 2012, interessante per la storia del Medagliere, in particolare alle pp. 43-57 per la colle-
                zione del canonico Lentinello.



                il ‘riPoStiglio’ dI scogLIttI-caMarIna 1938                             F. Barello, A.M. Manenti
   189   190   191   192   193   194   195   196   197   198   199