Page 184 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 12-2018
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184          Ufficio Esportazione di Torino, Museo Archeologico “P. Orsi” di Siracusa – CONTRIBUTI



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                culturale particolarmente importante . La tipologia dell’esemplare appartiene alla serie Apol-
                lo/Tripode, in particolare al gruppo B di Jenkins, caratterizzato dalla presenza di 15 differenti
                simboli al diritto prodotti da altrettanti conii, fra cui la stella a 8 punte dell’esemplare in que-
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                stione, e dall’utilizzo di più conii di rovescio abbinati al medesimo diritto .
                      A un esame approfondito sono apparsi diversi elementi anomali, che hanno portato a un
                giudizio di falsità per questo esemplare e al conseguente sequestro da parte dell’Autorità giudi-
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                ziaria . Innanzitutto i conii utilizzati per questo esemplare sono entrambi sconosciuti allo studio
                di Jenkins, dove vengono raccolti i dati di 23 esemplari del tipo con simbolo “stella” al diritto,
                tutti prodotti da un unico conio di diritto (O7) accoppiato a cinque diversi conii di rovescio
                (R4, R7, R8, R9, R10) . Risulta poi evidente come il conio di diritto che ha prodotto l’esemplare
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                dell’Ufficio Esportazione di Torino sia diverso dal conio Jenkins O7 in molti particolari , quale
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                ad esempio la posizione del simbolo rispetto alle ciocche dei capelli dietro la nuca, la forma di
                occhio, naso e mento, l’andamento delle ciocche dei capelli a partire dalle tempie. Inoltre, nes-
                suno dei conii di rovescio utilizzati per l’emissione Apollo/Tripode del gruppo B Jenkins risulta
                assimilabile a quello in esame, in particolare per quanto riguarda la forma e la disposizione delle
                lettere intorno al tipo principale; è poi sempre presente la linea di base, sulla quale poggia il
                tripode, qui mancante. È evidente una doppia battitura, che ha determinato la duplicazione del
                margine superiore della chioma del dio e, al rovescio, un’anomalia nella legenda, con un caratte-
                re di troppo (I) tra la A e la K, nonché una doppia cerchiatura alla base del tripode. Sulle super-
                fici sono presenti anomale escrescenze di metallo e sul bordo sono infine evidenti segni di lima.
                      Un’ulteriore conferma della falsità della moneta torinese in uscita è poi giunta dall’ana-
                lisi metallografica, condotta con il metodo della fluorescenza a raggi X (giugno 2018). È, in-
                fatti, emerso come questa non sia in elettro, ma sia stata realizzata con un nucleo in argento
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                placcato d’oro .
                      Le ricerche condotte hanno inoltre individuato sul mercato un altro esemplare prodot-
                to dalla medesima coppia di conii, ma privo di errori di battitura, venduto all’asta dalla ditta
                Gorny & Mosch (Auktion 244, Monaco di Baviera, 6 marzo 2017, lotto n. 104, dichiarato pro-
                veniente dalla ditta Rinaldi di Verona - 1969). Ora, anche questa seconda moneta presenta una
                vistosa anomalia: pesa infatti 5,64 g, molto di più rispetto allo standard dell’emissione Apollo/
                Tripode (3,4-3,6 g circa), oltre ad avere le superfici stranamente corrose. La medesima casa
                d’aste bavarese aveva inoltre già ritirato un altro esemplare dalla precedente vendita n. 224 (13
                ottobre 2014, lotto n. 76, g 3,68), prodotto dal medesimo conio di diritto degli altri due e da un
                differente conio di rovescio (che chiameremo R2), comunque molto simile al primo e anch’es-
                so privo della linea di esergo, dall’aspetto generale assolutamente non autentico (fig. 2).
                      Ulteriori indagini nel merito hanno così permesso di scoprire che sin dalla metà degli
                ’90 del secolo scorso l’Associazione Internazionale dei Numismatici Professionisti aveva indi-
                viduato e segnalato come falso un esemplare appartenente alla stessa serie, ma caratterizzato
                al diritto dal simbolo dell’anfora (fig. 3), che venne pubblicato sul Bulletin on Counterfeits
                curato  dall’International Bureau for the Suppression of Counterfeit Coins della  medesima
                associazione , evidenziandone l’incongruenza nel disegno del simbolo al diritto : il conio
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                di rovescio (che chiameremo R3) è molto simile (forma delle lettere, mancanza della linea di
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                esergo), ma non il medesimo dei due sopra citati .
                      Si dispiega così davanti ai nostri occhi la produzione di un falsario che incise una serie
                di conii — tre di diritto e tre di rovescio — per immettere sul mercato numerosi elettri sira-
                cusani del tipo Apollo/Tripode (infra, tab. 1). Molti di questi sono apparsi recentemente sul
                mercato statunitense e su quello tedesco. Con una ricerca tutt’altro che esaustiva , si sono
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                individuati quattro esemplari passati recentemente in aste della ditta Stack’s Bowers Galle-
                ries di New York, un quinto presso la Pegasi Numismatics di Ann Arbor, un sesto presso la
                Ephesus Numismatics di Durham, un settimo presso la Busso Peus Nachfolger di Francoforte,
                un ottavo presso l’olandese MPO Auctions, altri due presso la Bertolami Fine Arts di Londra.
                Esaminandoli in dettaglio, se ne ricava che i conii di rovescio utilizzati sono sempre i due già
                individuati, accoppiati con singoli conii di diritto (simboli: stella, testa equina, anfora).
                      In particolare, il conio di rovescio dell’esemplare dell’Ufficio Esportazione di Torino
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                (R1) è stato utilizzato sia con il diritto stella  che con il diritto testa equina , così come il
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                secondo conio di rovescio (R2) .
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                il ‘riPoStiglio’ dI scogLIttI-caMarIna 1938                             F. Barello, A.M. Manenti
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