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Pittiglio g. 2009, Trittico Casanatense, in M.g. BarBerini, M.S. Sconci (curr.), Guida del Museo
Nazionale del Palazzo di Venezia, Roma, p. 55.
Serrai a. 1994, Il pensiero e l’attività catalografica di Giovanni Battista Audiffredi, in a.a.
caVarra (cur.), Giovanni Battista Audiffredi (1794-1994), Roma, pp. 15-62.
tentori P. 1962, Giovanni Battista Audiffredi, in DBI, 4, pp. 573-574.
NOTE
1 La Biblioteca Casanatense, costituita grazie al lascito testamentario del cardinale Girolamo Casanate a fa-
vore dei domenicani del convento di S. Maria sopra Minerva, fu inaugurata il 3 novembre 1701. Il Casanate
lasciò in eredità anche la sua collezione libraria di oltre 25.000 volumi, che costituì il primo nucleo della
biblioteca. Per una storia della Biblioteca Casanatense: de gregorio 1993; caVarra 2005, pp. 5-16. Sulla figu-
ra del cardinale Girolamo Casanate: d’angelo 1923; ceySSenS 1978, pp. 144-147; arnaBoldi 2007.
2 Cfr.: tentori 1962, pp. 573-574.
3 «[…] fu certamente il padre Giovanni Battista Audiffredi. Egli nacque ai 2 febbraio 1714 in Saorgio,
paese della contea di Nizza, di antica e nobilissima famiglia, la quale ne’ tempi anteriori aveva posse-
duto in feudo con giurisdizione baronale il castello Audiffret, da cui forse prese il nome. Codesta fa-
miglia traeva origine da Barcellonetta. Nell’anno 1730, ascoltando la vocazione al chiostro vestì l’abito
domenicano ed allora cangiò il nome di Giulio Cesare che aveva in quello di Giovanni Battista», MaSetti
1888, p. 245.
4 Ibid., p. 245; Mori 1987, p. 32.
5 Cfr.: Serrai 1994, pp. 15-62.
6 Sul museolum casanatense v. caVarra 2019, pp. 31-62.
7 MaSetti 1888, p. 79. Sulla collezione casanatense di “zolfi” di gemme v. aPolito 2015, pp. 291-303.
8 Nel gennaio 1770 vennero acquistati «un cannocchiale di palmi 21, scudi nove, baiocchi 25; per quattro
caruccole di ottone doppie, due di busso, due grandi compassi di ferro, due piani di ottone, il palmo na-
poletano di ottone, un astrolabio, una bussola per i venti ed altri usi, un altro istromento per misurare di
ottone, scudi nove, baiocchi 42», Ms. Cas. 434, c. 55r. Tra gli acquisti figurano altri strumenti scientifici: «una
macchina pneumatica grande di Dollond con doppio piatto, a due stantufi e con un copiosissimo apparato
di campane di cristallo, tubi etc…, paoli 1200; un teodolino di Dollond completo ed esattissimo con suo
piede e nocella movibile per mettersi a tutti i punti, paoli 1200; bilance idrostatiche piccole fini in cassetta
di mahogany con pesi, paoli 100; una serie di prismi in uno stuccio di sagrì nero per dimostrare i principi
dei telescopi acromatici, paoli 90; macchine per copiare scritture etc… o siano torchi di nuova invenzione,
con suoi arnesi e carta preparata, paoli 480; un telescopio acromatico di Dollond di 17 pollici con tubo
d’ottone piedistallo, paoli 800; uno duetto di piedi due e mezzo con cavalletto liscio, paoli 600; termometri
de medici in tubi di cristallo colla divisione per i differenti bagni, paoli 64; telescopi acromatici di Dollond
con tubi d’ottone d’allungarsi un piede, paoli 140; detti come sopra da allungamento due piedi, paoli 270;
detti di Nairne con due oculari, paoli 90; microscopio di Ellis completo, paoli 200; telescopio acromatico
di Dollond di quattro piedi, paoli 640», fioraVanti 1994, p. 89. Sugli strumenti scientifici in Casanatense,
fioraVanti 1993 pp. 253-265.
9 oliVieri 1993, pp. 176-177.
10 Nel 1744 venne donata alla Casanatense una «cassettina con dentro una camicia di seta cinese, che a’
servito all’uso del gran Carlo Maillard di Tournon, morto ne’ patimenti per la fede con attestati manoscritti
autentici. Donata dal molto reverendo padre fra Ignazio Echave il giorno avanti di partire per tornare alla
sua provincia di san Vincenzo, detta di Chiapa, a Guatimala, li 19 aprile, come da nostro attestato sotto i
predetti», Ms. Cas. 480, c. 118r.
11 Ms. Cas. 433, c. 6r. Dell’acquisto ne fa menzione anche MaSetti 1888, p. 240; Mori 1987, pp. 31-32.
12 Nel 1930, il trittico d’avorio, insieme alla raccolta di medaglie e a pochi sigilli, passerà al Museo di Palazzo
Venezia, v. PenneStrì 2010, pp. 305-306. Per un’analisi del trittico, Pittiglio 2009, scheda n. 50,p. 55.
13 Il testamento del Casanate venne rogato l’8 ottobre 1698 presso il notaio Giovanni Lionori. Il riferimento
è tratto da una copia del testamento conservata in Casanatense, Ms. 5549, c. 66rv.
14 PenneStrì 2010, p. 307.
15 Mori 1987, p. 32.
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