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302 Museolum casanatense – I reperti archeologici
di materiali (di importazione o locali) il bucchero offre una buona base di partenza per la
datazione di contesti funerari e abitativi. La tecnica di produzione del bucchero permette
di ipotizzare l’esistenza di un vero e proprio sistema specializzato nella realizzazione di
ceramica di alta qualità. I suoi tratti distintivi possono essere brevemente riassunti in un
impasto ed una superficie, particolarmente lucida, di colore nero (effetto dovuto alla mate-
ria prima e alle modalità di cottura), e uno spessore delle pareti sottile , ad imitazione delle
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forme vascolari in metallo tipiche dell’area greca. Spesso, inoltre, sono presenti decorazio-
ni , che possono essere eseguite ad incisione (linee verticali o orizzontali), ad impressione
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(ventaglietti aperti o semiaperti puntinati) o a rilievo (baccellature sul fondo delle forme
aperte ad esempio). A questa classe appartengono due esemplari casanatensi, un calice ed
un kantharos (cat. nn. 1-2).
2. Gli ex-voto
Per ex-voto si intende un oggetto offerto in dono alla divinità per richiedere guari-
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gione o la sua protezione e la sua assistenza (nel mondo antico soprattutto), oppure per
grazia ricevuta. Tale usanza è largamente diffusa in molte culture e continua ancora oggi.
Le principali categorie di ex-voto presenti nei complessi votivi di tipo «etrusco-laziale-
campano» (non necessariamente tutte in associazione) sono le statue (di offerenti, di fanciul-
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li, di neonati in fasce etc.), le teste e gli anatomici . Sono altrettanto diffuse le statuette figu-
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rate (animali in particolar modo) o altri elementi quali frutti, pesi da telaio tronco-piramidali,
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piccole riproduzioni di edifici etc. . Tra le offerte più significative, ai fini di un riconoscimen-
to del tipo di culto o della divinità a cui si fa la dedica, vi sono sicuramente gli ex-voto ana-
tomici, che possono essere distinti in due principali gruppi: uno di carattere salutare, l’altro
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collegato con l’ambito della fecondità . Al primo fanno riferimento tutte quelle riproduzioni
in terracotta (o in altro materiale) di parti esterne del corpo umano (occhi, orecchie, arti
superiori o inferiori, nasi etc.) o di organi interni (cuore, polmoni, intestini etc.); al secondo
gruppo afferiscono invece le raffigurazioni di uteri e organi riproduttivi maschili e femminili.
Di fatto, questi ultimi possono essere collegati ad una divinità protettrice della fecondità e
della riproduzione; allo stesso modo anche i bambini in fasce possono riferirsi ad una divinità
femminile protettrice della maternità.
Le prime attestazioni di ex-voto in area etrusco-laziale si registrano tra la fine del V e
gli inizi del IV secolo a.C. per esaurirsi entro il I secolo a.C. . È da ascrivere a questo ambito
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culturale la piccola collezione posseduta dalla Biblioteca Casanatense.
In particolare, si contano quattordici teste (cat. nn. 7-20), tra femminili e maschili, con
o senza velo: la rappresentazione di figure di sacrificanti velato capite è strettamente legata
al ritus Romanus, mentre in alcuni centri costieri dell’Etruria meridionale persiste l’uso tipi-
camente greco ed etrusco di sacrificare aperto capite (senza velo) . A queste si aggiungono
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una figura di madre seduta che allatta un neonato (cat. n. 6), una gamba (cat. n. 3) con piede
calzato (è presente la suola del sandalo; i lacci, oggi non più visibili, probabilmente erano
sovradipinti) ed un elemento anatomico (cat. n. 21) di difficile interpretazione (forse una ve-
scica maschile o un utero prolassato) . Infine, due figure animali di cavallo e di bovino (cat.
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nn. 4-5), il cui dono poteva forse avere lo scopo di chiedere alla divinità la guarigione dei
corrispondenti animali domestici viventi o di consacrarli ad essa, oppure ancora, di sostituirli
ai più indispensabili e costosi animali reali nel rito del sacrificio.
3. Guttus a vernice nera
Il guttus a vernice nera costituisce uno dei prodotti ceramici maggiormente attestati
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nell’ambito ellenistico dell’Italia Magnogreca. Molto probabilmente veniva usato per la con-
servazione di unguenti, olii o profumi, tanto che, proprio allo scopo di versarne delle gocce
sulla pelle, era la presenza del beccuccio allungato di forma tubolare-cilindrica. Particolar-
mente diffusi sono gli esemplari con medaglione figurato a rilievo (al centro della parte su-
periore), che riconducono ad un’area di produzione apula e che richiamano il repertorio di
forme vascolari in metallo . Le raffigurazioni che più di frequente si riconoscono rimandano
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La coLLezione di reperti archeoLogici E. Vatta
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