Page 303 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 15/2021
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LA COLLEZIONE DI REPERTI ARCHEOLOGICI:

                             TRA ANTICO E TARDOANTICO NEL MUSEOLUM CASANATENSE





                        Caratteristica dei secoli XVII e XVIII è una visione enciclopedica della cultura, che si
                  concretizza anche nella creazione di collezioni private, composte da oggetti di interesse sto-
                  rico-artistico, archeologico e scientifico, oltre che da curiosità naturali ed esotiche. A questo
                  contesto è riconducibile anche l’attività dei padri Domenicani di S. Maria sopra Minerva, i
                  quali perseguirono l’obiettivo di incrementare il patrimonio bibliografico della Biblioteca Ca-
                  sanatense e al contempo di arricchirne le raccolte in senso museale. La piena realizzazione di
                  tale scopo si ha con il prefetto Giovan Battista Audiffredi (1714-1794), antiquario, numisma-
                  tico, nonché naturalista e astronomo, a cui si deve l’idea della realizzazione di un museolum
                  situato all’interno degli ambienti della Biblioteca .
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                        Il fine del presente contributo è quello di recuperare la piccola sezione di oggetti di
                  interesse archeologico, partendo dal materiale già precedentemente raccolto ed elaborato
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                  assieme a Serena Paolini , per un loro studio più approfondito, arricchendolo di nuovi dati.
                        Sulla base dei reperti analizzati (trentuno in totale), è possibile individuare una distin-
                  zione in categorie e, nello specifico, si possono riconoscere le seguenti: due esemplari di
                  forme vascolari in bucchero di VII sec. a.C. (ultimo quarto) / VI sec. a.C. (un calice ed un
                  kantharos biansato; cat. nn. 1-2); ex-voto (teste, anatomici e animali; cat. nn. 3-21) di proba-
                  bile area etrusco-laziale, pertinenti ad un arco cronologico che va circa dal V sec. a.C. al III
                  / II sec. a.C., ed un esemplare (una statuetta femminile) forse proveniente da un contesto di
                  donazioni votive in area gallo-romana (cat. n. 22); un guttus a vernice nera (cat. n. 23); quattro
                  esemplari di lucerne, da collocare variamente tra il I sec. d.C. ed il IV-inizi del V sec. d.C. (cat.
                  nn. 24-27); tre frammenti di lastre architettoniche fittili, con bassorilievi figurati (cat. nn. 28-
                  30), ed un frammento di cornice marmorea in “Rosso Antico” (cat. n. 31).
                        Nel corso del lavoro sono immancabilmente sorte riflessioni e, soprattutto, domande.
                  In primo luogo, come e quando questi reperti abbiano fatto il loro ingresso nella Biblioteca
                  Casanatense. Per poter rispondere a tali interrogativi saranno, tuttavia, indispensabili ulteriori
                  ricerche, che possano fornire i dati necessari a supporto delle svariate ipotesi che si pro-
                  spettano. Al momento, alla luce di uno spoglio bibliografico ad una fase ancora preliminare,
                  si può solamente fare menzione di alcune stampe che raffigurano scene a tema dionisiaco,
                  datate tra il 1500 e il 1699 , la cui presenza nella Biblioteca indurrebbe ad un collegamento
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                  di qualche sorta con i suddetti reperti collezionati.
                        La speranza, giunti a questo punto, sarebbe quella di poter continuare, in un futuro non
                  lontano, la ricerca in questa direzione e tentare di ricostruire i tasselli mancanti.
                        Per una miglior comprensione del catalogo che seguirà, si vogliono ora fornire dei brevi
                  approfondimenti sulle classi a cui i reperti casanatensi appartengono, prima di procedere ad
                  una loro analisi specifica.


                  1. Il bucchero
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                        Il bucchero  è stato spesso definito “ceramica nazionale dell’età dell’oro degli Etru-
                  schi” e tali parole sono state con tutta probabilità motivate dalle caratteristiche intrinseche
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                  di questa particolare classe ceramica: si tratta, in effetti, di una delle rare produzioni da
                  mensa sviluppate autonomamente in Etruria e tale da innescare un imponente processo
                  di imitazione nelle aree circostanti. Istituendo confronti morfo-tipologici con altre classi




                  La coLLezione di reperti archeoLogici                                                   E. Vatta





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