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304 Museolum casanatense – I reperti archeologici
sei. La produzione di queste lastre raggiunge la sua massima qualità in età augustea, ma con-
tinua in età giulio-claudia fino almeno (con meno esemplari, tuttavia) al II sec. d.C. Ad ogni
modo, non si tratta di un genere nato ex novo, piuttosto sembrerebbe l’evoluzione di forme di
ornamento fittile già documentate nel II sec. a.C., di cui vengono rielaborati i temi, con l’uso
prevalente adesso di scene figurate al posto di motivi puramente fitomorfi o zoomorfi. Tra le
immagini più frequenti si riconoscono solitamente: scene mitologiche, scene di culto, temi
dionisiaci, corse nel circo, allegorie di Vittorie, figure che seguono schemi araldici di carattere
più spiccatamente decorativo, cortei con prigionieri e processioni sacrificali.
6. Il marmo “Rosso Antico”
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Conosciuto comunemente come “Rosso Antico” , il suo nome originario in latino è
Marmor Taenarium e le sue cave sono state localizzate presso Capo Tenaro (zona del Pelo-
ponneso meridionale, penisola del Mani). L’inizio del suo sfruttamento risale almeno all’e-
poca micenea (si ricorda la decorazione parietale del portale d’accesso alla tomba di Atreo
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a Micene) , per un utilizzo/riutilizzo che dura, con immancabili interruzioni nel corso del
tempo, fino al XIX secolo .
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Sebbene appaia quasi del tutto assente nella Grecia arcaica e in epoca classica, è nel
tardo ellenismo che l’uso del Rosso Antico torna in auge (in primis per la realizzazione di mo-
saici o stele iscritte) , tra l’altro è alla fine del II sec. a.C. circa che si individua un consistente
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utilizzo di tale marmo nella città di Cirene . Tuttavia, sarà solo in epoca cesariana che compa-
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rirà a Roma, sfruttato inizialmente soprattutto per decorazioni architettoniche ed applicazioni
artistiche . Raggiunge il massimo successo in età imperiale, considerato uno dei marmi più
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preziosi proprio per via del suo colore simile a quello delle vesti di personaggi di alto rango e
prestigio o di alta carica (come i sovrani); viene usato moltissimo in età augustea, in particolar
modo per la realizzazione di capitelli o pavimenti in opus sectile ; dall’età flavia in poi viene
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spesso adoperato per sculture e specialmente in epoca adrianea viene scelto come materiale
per scolpire soggetti legati alla figura di Bacco e il suo Tiaso (il richiamo al color “del vino”
che questo marmo ricorda non doveva in effetti essere casuale) . In epoca tarda viene, non
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di rado, riutilizzato in contesti di basiliche cristiane o moschee ed altri monumenti, spesso in
sostituzione del porfido rosso d’Egitto .
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La Biblioteca Casanatense possiede un frammento di cornice modanata in marmo (cat.
n. 31) sul cui retro vi è l’iscrizione “Rosso Antico” in inchiostro di epoca moderna, probabil-
mente risalente al momento dell’acquisizione del pezzo.
eleonora Vatta
Avvertenze al Catalogo
Per ogni reperto, nelle schede, sono riportati i seguenti dati: la denominazione; il numero di inventario
casanatense; il materiale e la tecnica di produzione; le misure; la datazione; l’area d’origine; lo stato di con-
servazione; la descrizione ed i confronti. Si è scelto di presentare i reperti per classi, all’interno delle quali
il criterio di ordinamento è quello cronologico.
Sono state usate inoltre le seguenti abbreviazioni:
BC, Inventario topografico = Biblioteca Casanatense, Inventario topografico speciale per gli oggetti d’inte-
resse artistico, storico e scientifico
alt. = altezza
lungh. = lunghezza
diam. = diametro
largh. = larghezza
La coLLezione di reperti archeoLogici E. Vatta
Libro PNS 15.indb 304 03/03/21 18:51

