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496 Il Ripostiglio di Massafra (TA)
I limiti cronologici del nucleo sono compresi fra il 1683 ed il 1858 e sono presenti esem-
plari dell’intero corso temporale con cesure più o meno brevi, ad eccezione dello iato di 61
anni fra la penultima moneta di Ferdinando IV (1797) e l’ultima attribuibile a Ferdinando II
di Borbone (1858). Tale circostanza permette di avanzare due ipotesi; la prima è che probabil-
mente qualche esemplare può essere stato alienato e non recuperato dalla Benemerita. Inol-
tre, l’esemplare più recente ci offre ovviamente una precisa indicazione relativa al momento
dell’occultamento, che deve essere necessariamente post quem la data di emissione. Per inciso
su quest’ultimo esemplare, come sul n. 41, è presente un foro, circostanza che suggerisce
l’utilizzo di queste due monete, quali monili.
4. L’occultamento del gruzzolo e i briganti di Massafra
Le motivazioni dell’occultamento vanno ricercate nel periodo turbolento che precedette
e seguì l’unità d’Italia (1861) relativamente alle vicende che, nell’area interessata, come del
resto in tutto il Mezzogiorno, sono racchiuse nella parola “brigantaggio”, cui ci riportano al-
meno tre elementi.
Il primo lo desumiamo da un fascicolo processuale custodito nell’Archivio di Stato di
Caserta, gabinetto politico, fascio VI. Dalla deposizione del 17 maggio 1864, innanzi al Tri-
bunale Militare rilasciata da Nicola Coppola, un ricco proprietario di Piedimonte rapito e
scarcerato dopo il pagamento di un riscatto, leggiamo: “I briganti portavano alle dita grandi
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anelli d’oro e sul petto monete bucate a guisa di eroi .
Il secondo è rappresentato dalle voci circolate a Massafra fino agli anni cinquanta del
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secolo scorso, relative ad un tesoro nascosto dai briganti in detto territorio .
Era il tormentato periodo dei primi anni postunitari, segnato dalle vicende della reazio-
ne armata dei bassi ceti meridionali contro il nuovo governo filo-piemontese con la compli-
cità dei galantuomini del Sud (tavv. IV-VI; figg. 4-5). In questa cornice si creavano riserve di
gruzzoli di monete dalle quali attingere soprattutto nei momenti di difficoltà che si verificaro-
no in seguito alle repressioni ed alle fucilazioni, quando nessuno fu più in grado di aiutare i
briganti, circostanze in effetti ben documentate e pubblicizzate anche dalla stampa.
Dai fascicoli dei procedimenti penali conservati negli Archivi di Stato di Taranto, Bari e
Lecce conosciamo i nomi di una decina di briganti massafresi attivi dal 1861 al 1863:
1) ABBRACCIAVENTO Carmine Nicola, di Michele e Angela Gigante, nato a Massafra
il 20/1/1835 (Libro dei Battezzati – Vol. 16 – Prot. 29, dell’Archivio Capitolare di Massafra
custodito nella Chiesa Nuova). Apparteneva alla banda di Cosimo Mazzeo, alias Pizzichicchio.
2) CARONE Giuseppe, di Giambattista e Vitantonia Franchino, nato nel 1840 e domi-
ciliato a Massafra, faceva parte della banda di Pasquale Romano (Il sergente di Gioia).
3) CATUCCI Giuseppe, di Antonio e Maria Caterina Midea, nato a Massafra il 3/5/1840
(Libro dei Battezzati – Vol. 17 – Prot. 39, dell’Archivio Capitolare) e domiciliato nella masseria
Specchia Suburbana, in agro di Mottola. Ex militare dell’esercito borbonico e soprannominato
Galoppo, apparteneva alla banda di Antonio Locaso (Il crapariello).
4) FRANCHINO Carmelo, alias Piscione, di Carmine e Rosaria Castronuovi; nato a
Palagiano il 2/10/1835 (Libro dei Battezzati Vol. 4, Prot. 94 dell’Archivio Parrocchiale della
Chiesa Maria Santissima Annunziata in Palagiano) e domiciliato a Massafra. Anch’egli era le-
gato a Locaso, si costituì l’11 febbraio 1863.
5) GIANVITO Francesco Paolo, di Luigi e Laura Raguso, nato a Massafra il 5/4/1843
(Libro dei Battezzati – Vol. 17 – Prot. 118, dell’Archivio Capitolare) e domiciliato a Massafra;
calzolaio.
6) MARZELLA Marino, di Giuseppe e Rosa Tramonte, nato a Massafra il 29/3/1837
(Libro dei Battezzati – Vol. 17 – Prot. 101, dell’Archivio Capitolare) e domiciliato a Massafra.
Soprannominato La Corza era nella banda Locaso.
7) PRESTA Antonio, di Vincenzo (e Maria Caterina Vasto) nato il 1834 e domiciliato a
Massafra; di professione calzolaio.
8) PRESTA Domenico, di Angelo e Grazia Gigante, nato a Massafra il 29/12/1838
((Libro dei Battezzati – Vol. 17 – Prot. 373, dell’Archivio Capitolare) e domiciliato a Massafra.
Il tesoretto dI Massafra 1955 G. Libero Mangieri, A. Scaligina
Libro PNS 15.indb 496 03/03/21 19:01

