Page 499 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 15/2021
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Notiziario PNS n. 15/2021                                                                   497


                          9) PRESTA Michele, di Angelo e Grazia Gigante, nato a Massafra l’11/12/1840 (Libro
                  dei Battezzati – Vol. 17 – Prot. 27, dell’Archivio Capitolare) e domiciliato a Massafra.
                          10) SPINELLI Vito Leonardo, di Vitantonio, beccaio tarantino, e Palma Vasto, nato a
                  Massafra il 23/7/1842 (Libro dei Battezzati – Vol. 17 – Prot. 188, dell’Archivio Capitolare) e
                  residente a Massafra, in via La Terra 60. Apparteneva alla banda del Romano.
                        Il terzo elemento è legato all’affittuario di quell’immobile di via La Terra nella seconda
                  metà dell’Ottocento: Addolorata Mottolese, suocera del brigante Franchino. Il proprietario
                  dell’immobile, Cosimo Scarano, lo lasciò in eredità alla figlia Vincenza, la quale, lo vendette
                  a Vito Massaro nel 1903 . Lo stesso Vito Massaro, nel 1918, acquistò da Teodoro Simonetti
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                  il monolocale confinante . E quando entrambe le proprietà furono acquistate da Vincenzo
                  Castronuovo, nel 1955, questi decise di abbattere la nicchia del trivani per creare un accesso
                  e accorpare il monolocale.
                        Tutti i briganti massafresi fecero parte della grande coalizione reazionaria delle pro-
                  vince di Terra d’Otranto e di Bari che si oppose al nuovo governo dei Savoia e ai galantuomi-
                  ni unitaristi nel 1862. Su tutti, designato con il grado di maggiore, Pasquale Romano (tav. VI)
                  (il Sergente di Gioia), seguito dai capitani Antonio Locaso (il Crapariello), Cosimo Mazzeo
                  (Pizzichicchio) di San Marzano, Rocco Crichigno (Coppolone) di Montescaglioso, Giuseppe
                  Valente (Nenna Nenna) di Palagianello, residente a Carovigno. Primo sergente era Nicola
                  Laveneziana (Il figlio del re) di Carovigno; secondo sergente Michele Greco di Barletta. Capo-
                  rali: Antonio Testino (Il caporale di Ruvo), Marco De Palo (La Sfacciatella) di Terlizzi, Angelo
                  Catanese di Carosino, Oronzo De Pasquale di Fragagnano, Leonardo Filomena di Castellana,
                  Michele Clericuzio di Ariano. Erano aggregate anche le bande di Tito Trinchera di Ostuni, di
                  Francesco Monaco di Ceglie Messapica e di Luigi Terrone di Corato.
                        La riunione e il giuramento ebbero luogo in un’enorme grotta alle falde del bosco delle
                  Pianelle, nella gravina del Vuolo, in località Corno della strega, nel tenimento di Massafra il
                  20 agosto 1862. E i massafresi rivestirono il ruolo di padroni di casa.
                        L’atto di giuramento era tra i documenti in possesso del Sergente di Gioia, nel momento
                  in cui fu ucciso:
                              Nel momento medesimo da disposizione superiore si conforme che nell’anno, mese e
                        giorno, noi tutti in unanimità di voti contestiamo il presente atto di giuramento e di fedeltà con
                        le seguenti condizioni da noi stabilite con i presenti articoli.
                              Promettiamo e giuriamo di sempre difendere coll’effusione del sangue Iddio, il Sommo Pon-
                        tefice Pio IX, Francesco II il Re del Regno delle Due Sicilie, ed il Comandante della nostra Colonna
                        degnamente affidatagli e dipendere da qualunque suo ordine, sempre pel bene dè sopra nominati
                        articoli, così Iddio ci aiuterà e ci assisterà sempre a combattere contro i ribelli della S. Chiesa.
                              Promettiamo e giuriamo ancora di difendere i stendardi del nostro Re Francesco II a
                        tutto sangue, e con questo di farli sacrosantamente rispettare ed osservare da tutti qué Comuni
                        li quali sono subordinati dal partito liberale.
                              Promettiamo e giuriamo inoltre di non mai appartenere a qualsivoglia sette, contro il
                        voto unanimato da noi giurato, anche con la pena della morte che tra noi affermativamente si
                        è stabilito.
                              Promettiamo e giuriamo che durante il tempo della nostra dimora sotto il comando del
                        prelodato nostro Comandante, distruggere il partito dé nostri contrarii, i quali hanno abbrac-
                        ciato le bandiere ricolorate, sempre abbattendole con quel zelo ed attaccamento che l’unani-
                        mità dell’intiera nostra Colonna ha sopra espresso, come abbiamo dimostrato e dimostreremo
                        tuttavia, sempre colle armi alla mano e star sempre pronto a qualunque difesa per il legittimo
                        nostro Re Francesco II.
                              Promettiamo e giuriamo di non appartenere giammai per essere ammesso ad altre no-
                        stre Colonne del nostro partito medesimo, sempre senza il permesso dell’anzidetto nostro
                        Comandante per effettuarsi un tal passaggio.
                              Il presente atto di giuramento si è da noi stabilito volontariamente a conoscenza dell’in-
                        tiera nostra Colonna tutta, e per non vedersi più abbattuta la nostra Santa Chiesa Cattolica
                        Romana e della difesa del sommo pontefice e del legittimo nostro Re.
                              Così abbracciare tosto qualunque morte per quanto sopra si è stabilito col presente atto
                        di giuramento.
                              Fatto e stabilito nel giorno, mese ed anno, oggi lì 20 agosto 1862 e firmato dal proprio
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                        pugno del Sig. Comandante della Colonna nella nostra presenza .


                  Il tesoretto dI Massafra 1955                                   G. Libero Mangieri, A. Scaligina





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