Page 504 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 15/2021
P. 504

502                                                                Il Ripostiglio di Massafra (TA)


                                                                                                      a
                         Alcune spie avvisarono una compagnia di Guardie Nazionali di Noci e la 16  Compagnia
                   del 10° Reggimento di Fanteria, stanziata a Cisternino, le quali, sbucate dalle macchie circo-
                   stanti, furono addosso ai briganti. Laveneziana, Pizzichicchio e Valente, alla testa dei loro
                   uomini, affrontarono i soldati. Romano giunse mentre la comitiva già ripiegava e non poté
                   fare altro che ritirarsi nel bosco di Acquaviva. Morirono suo fratello Domenico, il Laveneziana
                   e altri due. Furono feriti Pizzichicchio, Valente e altri dieci, mentre, tra i soldati, i feriti furono
                   due, dei quali uno grave. Furono catturati il massafrese Carmine Abbracciavento e altri nove.
                   Condotti a Noci e menati nella pubblica piazza, furono fucilati il giorno dopo. Le notizie di
                   cui sopra furono anche ben divulgate dalla stampa locale.
                         Il Romano e una cinquantina dei suoi si spostarono nei dintorni di Gioia e, il 30 dicem-
                   bre, si scontrarono con trentacinque cavalleggeri del 1° squadrone del Reggimento di Saluzzo,
                   di stanza nel castello di Gioia. Lo scontro a fuoco si ebbe presso la masseria del Panzo, in dire-
                   zione del bosco Parco della Corte, in agro di Acquaviva, tra Gioia e Santeramo. Rimasero uccisi
                   Giambattista Venere di Gioia e altri sette, mentre il resto della comitiva ripiegò verso il bosco.
                   Il massafrese Giuseppe Carone, tra i feriti, fu trasportato e nascosto per essere curato nella
                   masseria Colucci o Gemmabella, nel tenimento di Mottola. I militari, dopo aver catturato cinque
                   cavalli, molte armi e munizioni, sospesero l’inseguimento con il sopraggiungere dell’oscurità.
                         Il 4 gennaio, presso la Piscina della Selvella, nel territorio di Grumo Appula, Romano e
                   i suoi si scontrarono con i militi della Guardia Nazionale di Altamura.
                         Il giorno dopo, a Vallata, nei boschi a sud-ovest di Gioia del Colle, verso Santeramo, lo
                   scontro continuò con una sessantina di guardie nazionali gioiesi e una settantina di cavalleg-
                   geri. Verso sera, giacevano sul terreno lo stesso Romano e dodici dei suoi uomini .
                                                                                                       17
                         Il 16 gennaio le guardie nazionali di Ginosa e Castellaneta, i Carabinieri e i cavalleggeri
                   del 12° Reggimento Saluzzo di stanza nel Seminario di Castellaneta organizzarono un rastrel-
                   lamento, dividendosi in tre diverse colonne. Presso la masseria Sterpine, Locaso fu tradito
                   da un suo confidente che gli somministrò dell’oppio in una bottiglia di vino per intascare la
                   taglia di 4000 lire. Intorpidito dalla droga, fu catturato e condotto a Castellaneta. Processato
                   e condannato a morte, fu fucilato il giorno dopo .
                                                                     18
                         Il massafrese Carone si consegnò alle autorità il 27 gennaio 1863, e il suo nominativo
                   non risulta nei processi, presumibilmente perché morì in prigionia durante le udienze.
                         Marzella si presentò alle autorità il 5 febbraio e Franchino si costituì l’11 febbraio. En-
                   trambi furono condannati e, unitamente ad altri della banda, fecero ricorso alla Corte d’Ap-
                                                                                          19
                   pello, subendo la condanna definitiva ai lavori forzati a vita nel 1869 .
                         Giuseppe Catucci, che figurava nella lista di 41 ricercati diramata dal Prefetto Gemelli il
                   primo dicembre 1862, fu condannato in contumacia ai lavori forzati a vita nel 1869.
                         Il 17 giugno 1863, una colonna composta da trentuno cavalleggeri del Reggimento
                   Saluzzo, un reparto del 16° Reggimento di fanteria di linea, quattordici guardie nazionali di



























                                                                             FIg. 4 – Ufficiali garibaldini 1860.



                   Il tesoretto dI Massafra 1955                                   G. Libero Mangieri, A. Scaligina





         Libro PNS 15.indb   502                                                                                    03/03/21   19:01
   499   500   501   502   503   504   505   506   507   508   509