Page 239 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato - N. 18/2023
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Notiziario PNS n. 18/2023                                                                  239


                      Una conversazione registrata in un’intercettazione telefonica tra l’on. Marinelli, ammini-
                 stratore del PNF, e la Federazione dell’Urbe, rivelava un imbarazzante pettegolezzo :
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                   tra le medaglie di oro purissimo ve n’è una, molto grande, che è di volgare metallo dorato! (…)
                   si tratta di una medaglia commemorativa degli storici trattati col Vaticano e gli fu consegnata
                   dal papa in quell’occasione!... Insomma quei simpatici pretini gli affibbiarono una “patacca” in
                   piena regola!.

                      I saggi a cui veniva sottoposto in Banca d’Italia tutto l’oro consegnato per la raccolta
                 avevano rivelato, infatti, che tutte e due le medaglie ricevute in Vaticano e offerte dal duce
                 non erano in oro, bensì in bronzo dorato.
                      Le medaglie “saggiate” ritornarono quindi nel suo medagliere, ma conservarono sulla
                 superficie e sul bordo al rovescio le tracce imperiture di quell’indiscrezione sussurrata dai
                 dirigenti del Partito e, al tempo stesso, il ricordo di una storia minore a margine dell’evento
                 epocale che dovevano eternare.
                      Nel suo ultimo medagliere Mussolini scelse dunque di conservare nell’ultimo medaglie-
                 re la seconda medaglia, di minore formato, su cui i simboli fascisti dell’aquila e della lupa
                 capitolina rendevano più esplicito il suo ruolo nelle trattative e nella stipula del trattato .
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                      Nel 1944 rivelerà pubblicamente il clima di tensione con il re che aveva fatto da sfondo
                 alle trattative, la sua paziente e abile opera di mediazione e, infine, il rifiuto del titolo nobi-
                 liare che quest’ultimo, riconoscente, gli aveva offerto :
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                   Nel 1929, l’evento della Conciliazione· dissipò l’irritazione e le relazioni tornarono normali. In un
                   primo tempo il re non credeva alla possibilità della soluzione della “questione romana”, in un secon-
                   do tempo mise in dubbio la sincerità del Vaticano, finalmente l’idea che l’ultima ipoteca su Roma
                   da parte dell’ultimo sovrano spodestato fosse tolta lo lusingò. Anche la prospettiva dello scambio
                   delle visite fra i due sovrani confinanti gli sorrise. Vide in tutto ciò un rafforzamento delle istituzio-
                   ni. Anche il Concordato non gli dispiacque, quantunque il suo notorio anticlericalismo lo rendesse
                   sospettoso. Ma quando vide la schiera dei vescovi sfilare davanti a lui per prestargli· giuramento si
                   convinse che anche nel Concordato ogni concessione al Vaticano aveva avuto la sua contropartita.
                   Il 1929 fu, quindi, un anno fortunato. Qualche tempo dopo la firma dei trattati del Laterano, in
                   uno dei soliti colloqui bisettimanali, il re disse: “Siete riuscito in un’opera che altri non avevano
                   tentato e non avrebbero condotto a termine. Coi vostri discorsi al Parlamento avete corretto le
                   interpretazioni estensive di taluni circoli clericali. Ciò va molto bene. Non so come potrei atte-
                   starvi davanti al pubblico la mia riconoscenza. Non so, veramente ... Il collare vi fu dato dopo
                   l’annessione di Fiume. Forse un titolo nobiliare ...
                   «No», interruppe Mussolini. «Un titolo nobiliare mi renderebbe immediatamente ridicolo. Non
                   oserei più guardarmi in uno specchio. Io non dirò vanitosamente “Roi ne puis, prince ne daigne,
                   Rohan suis”, ma vi prego di non insistere. Ognuno deve avere un suo stile nella vita”.
                   Il re comprese e la cosa non ebbe seguito alcuno.


                      Così questa medaglia graffiata divenne per Mussolini il frammento di memoria di quell’e-
                 vento e di quell’anno, che lo legava a doppio filo non solo con la Chiesa ma ancora una volta,
                 con il sovrano, con cui aveva dovuto dividere il merito di quello storico accordo .
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                 1  Sulle medaglie “commemorative” della guerra, ad es., v. supra, Mussolini, le “medaglie” e i “medagliettati” .
                 Dalla trincea agli esordi in politica . 1915-1923.
                 2  Sul ruolo di Mussolini nelle trattative e sulla giornata della firma dei Patti Lateranensi, kertzer 2014, pp.
                 104 ss.


                 Dai Patti Lateranensi aLL’oro aLLa Patria                                          S. Pennestrì





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