Page 243 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato - N. 18/2023
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I SIMBOLI DEL MARTIRIO TRA GUERRA E RIVOLUZIONE.
MEDAGLIE E ONORIFICENZE ALLA MOSTRA DELLA RIVOLUZIONE FASCISTA.
1932-1942
Nel 1932, la prima edizione della Mostra della Rivoluzione Fascista (tav . I), ideata da Dino
Alfieri nel 1928, aveva offerto l’occasione al regime per far comprendere agli italiani il suo ma-
nifesto ideologico e l’apparato di valori, segni e simboli che aveva nutrito la propaganda.
Il racconto si snodava attraverso un percorso suddiviso per tematiche e per fasi cro-
nologiche (1915-1918 e 1918-1922), comprendenti gli anni che avevano preceduto la nascita
del regime e l’incarico di capo del governo a Mussolini . Nelle sale prevale un allestimento
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d’impatto che privilegia il contatto diretto con documenti, oggetti e cimeli “capaci veramente
di determinare nel visitatore una comprensione dei fatti rappresentati efficace e durevole” .
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Il percorso espositivo, è consacrato principalmente alla guerra, alla rivoluzione e alla vittoria
ed è evocato con una narrazione nuova e volutamente distante da quella tradizionale, usata
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nei musei .
La Mostra, sottolinea Alfieri nella sua introduzione alla Guida “non ha l’aspetto arido,
neutro, estraneo che hanno di solito i musei”, ma “si rivolge alla fantasia, eccita l’immagina-
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zione, ricrea lo spirito” . Il tema della guerra è rivissuto e proposto nel quadro del rinnova-
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mento dei valori morali e politici imposto dal regime :
“La guerra non è dunque rivissuta nel suo aspetto distruttivo, ma nel suo travaglio di ricostru-
zione morale. L’individualismo acceso delle più alte personalità che pur nella trincea, oltre che
nell’azione politica, ebbero modo di emergere e di affermare il proprio credo, destinato ad illu-
minare una generazione, non è mai sopraffatto dalla massa oscura”.
I due temi della guerra e della rivoluzione si intrecciano dunque idealmente e costan-
temente nelle azioni e nel pensiero di Mussolini, e i documenti e cimeli esposti nelle sale
della prima edizione della mostra hanno il compito di evocarlo con la massima suggestione
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ai visitatori . Tra questi ultimi, l’elmetto di guerra verrà menzionato accanto agli altri oggetti
di uso quotidiano nel suo studio al Popolo d’Italia ricostruito nella “Sala Documentaria del
Duce”, o “Sala Mussolini” . Un altro ambiente del percorso, nell’attigua Galleria dei Fasci, sarà
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destinato all’esposizione della “selva di gagliardetti fascisti, di fiamme, di labari, di guidoni, di
insegne: simboli appassionanti del Fascismo” .
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Nella seconda edizione della Mostra, inaugurata nel 1937, tra i più alti simboli identitari
degli eroi, faranno la loro comparsa anche le medaglie dei martiri della rivoluzione fascista,
come quelle di Federico Florio, caduto nel 1922 (fig. 1).
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Alle medaglie al valore militare dei caduti nella grande guerra e per la causa della rivo-
luzione fascista, sarà accostato nell’edizione del 1937, in una vetrina della Sala documentaria
del Duce, il più glorioso segno del valore civile e militare di un vivente . L’insegna da Cavalie-
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re di Gran Croce dell’Ordine Militare de’ Santi Maurizio e Lazzaro, con la sciarpa traforata da
un proiettile nell’attentato del 1926, è esibita costantemente da Mussolini sia nelle immagini
diffuse dalla propaganda sia sulle sue uniformi in varie cerimonie pubbliche, insieme al colla-
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re e alla placca dell’Ordine della SS. Annunziata . La didascalia inserita in vetrina esplicitava
la valenza di quell’insegna in quel particolare contesto: “Sciarpa azzurra e decorazione dei
SS. Maurizio e Lazzaro indossati da S.E. il Capo del Governo e Duce del Fascismo a Bologna
I sImbolI del martIrIo tra guerra e rIvoluzIone S. Pennestrì
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