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Notiziario PNS n. 18/2023                                                                  245

















































                 fig. 1 – Mostra della Rivoluzione fascista 1937. Anno 1922: Le medaglie del caduto Florio Federico. © ACS.





                 il 31 ottobre 1926 e perforate dal colpo di rivoltella sparato dall’attentatore”  (fig . 2). La mas-
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                 sima onorificenza civile e militare della monarchia sabauda, concessa a Mussolini nel 1924
                 da Vittorio Emanuele III, viene esposta in mostra per la prima volta e proposta ai visitatori in
                 una dimensione individuale, musealizzata e idealizzata, appesa al nastro azzurrino strappato
                 dal proiettile che aveva colpito il duce, protagonista assoluto della rivoluzione fascista e della
                 mostra dedicata che ne celebrava la storia, l’ideologia e i martiri .
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                      L’insegna viene offerta come cimelio ai visitatori, ma in una triplice valenza: la convinta
                 partecipazione alla guerra di Mussolini e l’attestato tangibile del suo valore militare; il valore
                 del legame indissolubile con la monarchia; la testimonianza dell’attentato subìto, che lo equi-
                 para di fatto agli altri martiri commemorati nella Mostra.
                      Nel 1935, per la raccolta dell’oro indetta dal regime, le medaglie ritorneranno ad essere
                 al centro di un rinnovato slancio eroico a difesa della patria, come testimoniano gli innume-
                 revoli episodi immortalati dalla cronaca di quelle giornate. Talvolta è lo stesso Mussolini a
                 sottolineare l’altissimo valore simbolico di quelle offerte :
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                   (…) Una donna offre al Duce una medaglia. Mussolini la mostra alla folla dicendo: «È la medaglia
                   del figlio caduto in guerra». I presenti acclamano, e gli applausi si ripetono, quando il Duce
                   mostra la collana del vescovo di Gaeta, la medaglia d’argento d’un altro caduto, una sfavillante
                   collana formata dalle «fedi» di tutti gli abitanti di un comune, gli elmetti pieni d’oro di Sabaudia,
                   di Littoria e di tutti i borghi dell’Agro, il ricco medagliere del Nastro azzurro di Terracina. Una
                   contadina si toglie gli orecchini e li porge umilmente al Duce, con un gesto che sembra dire:


                 I sImbolI del martIrIo tra guerra e rIvoluzIone                                    S. Pennestrì





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