Page 252 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato - N. 18/2023
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252 l’ultimo medagliere di muSSolini
La preziosità del “simbolico bastone del comando” e il suo valore di opera d’arte sono
invece richiamati in altre fonti coeve, che ne richiamano il valore di opera d’arte e che lo
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descrivono come “opera concepita ed eseguita da Alfredo Ravasco”, formata “in malachite,
con decorazioni alle estremità di motivi architettonici in oro cesellato, smaltato e adorno di
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pietre preziose” .
La prima presentazione pubblica del bastone di comando, il contesto ideologico della
committenza a Ravasco e le motivazioni della dedica a Mussolini, la sua descrizione e la sua
raffigurazione tramite fotografie di sezioni e di dettagli, vengono invece affidati ad un opu-
scolo stampato a Milano nel 1929, in occasione del Decennale della Vittoria, e intitolato A
Benito Mussolini i mutilati di guerra di Milano interpreti della prima città dell’intervento e
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della vittoria .
L’opuscolo, sinora inedito, è conservato in quattro copie al Museo del Risorgimento di
Milano, che ci ha fornito le illustrazioni dell’aspetto originario dell’opera di Ravasco qui ri-
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prodotto (figg. 1-3; tavv. II, IV). Grazie alla preziosa collaborazione del Museo, siamo oggi
in grado di documentare la definitiva e incontrovertibile identificazione del reperto conser-
vato nel fondo “Medagliere Mussolini” depositato in Tesoreria Centrale dello Stato presso la
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Banca d’Italia e descritto come “trofeo per asta in oro, pietre, rosette, smeraldi, rubini” con
“la parte di testa” del bastone di comando di Mussolini descritto nell’opuscolo del 1929, ossia
con quello che si era ritenuto erroneamente, all’epoca della Liberazione e dell’inventario del
medagliere in Prefettura, “il labaro del partito fascista” .
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Inoltre, il documento consente non solo di inquadrare finalmente nel suo corretto con-
testo ideologico, storico e storico artistico il bastone del comando, ma permette di datare con
più precisione la dedica dell’opera di Alfredo Ravasco al 1929, un anno prima della cerimonia
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di consegna . Nel 1928 ricorrevano il decimo anniversario di Vittorio Veneto e la celebrazio-
ne della guerra e della vittoria, temi che costituiranno l’anima stessa della rivoluzione fascista
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e il fondamento ideologico della preziosa opera offerta a Mussolini . La dedica in forma di
targa riportata nel frontespizio consacra l’offerta: “A Benito Mussolini i Mutilati di guerra di
Milano interpreti della prima città dell’intervento e della vittoria” (fig. 1).
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L’opera commissionata all’orafo milanese Ravasco si differenziava sostanzialmente,
nell’aspetto e nel valore simbolico, dai “bastoni del comando” che erano stati offerti su ini-
ziativa di comitati e associazioni in Italia e all’estero per onorare i comandanti Luigi Cadorna,
Armando Diaz ed Enrico Caviglia, insigniti del grado di “marescialli d’Italia”, istituito nel 1924
da Benito Mussolini . Questi ultimi bastoni, infatti, avevano in comune la tradizionale forma
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a scettro, ed erano decorati dalla croce sabauda lungo tutta la colonna (tav. I). In particolare,
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il bastone offerto dagli Italiani d’America a Enrico Caviglia era adagiato su una base decorata
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con tre aquile romane .
L’opuscolo, dopo la dedica, riportava la trascrizione del celebre “Bollettino della Vitto-
ria” del Comandante Diaz, datato al 4 novembre 1918, e della “Proclamazione della Marcia
su Roma”, firmato dal Quadrumvirato e datato al 28 ottobre 1922 . Due eventi cruciali che
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segnavano la premessa e l’avvio della rivoluzione fascista e che caratterizzavano lo sfondo
ideologico e l’apparato iconografico e decorativo dell’opera commissionata all’orafo Rava-
sco .
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La descrizione del bastone del comando che l’opuscolo ci restituisce aiuta a inter-
pretare correttamente la rappresentazione del manufatto nel suo insieme e nei dettagli
ornamentali (fig. 3; tav . II). La presenza di simboli come l’aquila romana entro corona,
ispirata alle antiche insegne militari (tav. VI), i rostri, i leoni alati sono un esplicito richia-
mo al linguaggio espressivo dei temi della vittoria, della gloria militare e del martirio, ri-
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corrente nell’arte monumentale e decorativa per i caduti della grande guerra . (tav. V; fig.
4). L’insegna militare con l’aquila romana entro corona e il leone verranno rappresentati,
ad esempio, da Sindoni Turillo per il Monumento ai caduti della prima Guerra mondiale,
collocato a Roma, nel Palazzo del Ministero dell’Economia e delle Finanze, inaugurato nel
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1919 (fig. 4).
Il “bastone del comando” dI benIto mussolInI S. Pennestrì
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