Page 54 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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54                                       Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia – CONTRIBUTI












                                          IL TESORETTO TARANTO 1883




               Il tesoretto più antico e cospicuo che si conserva presso il Museo Nazionale Archeologico di
          Taranto (Marta) è quello rinvenuto a Taranto, nel 1883 (tab. 1). L’importanza dello stesso fu ele-
          mento fondamentale, dopo anni di un’impegnativa opera di restauro, per la scelta di esporlo al
          momento dell’inaugurazione del Marta, il 20 dicembre del 2007, Museo che è certamente uno degli
          spazi privilegiati per la conoscenza dell’arte e della storia della Magna Grecia.
               Il ripostiglio, attualmente, è ben godibile, anche se parzialmente, in una vetrina situata nel
          corridoio al piano superiore del Museo, inserito all’interno di un percorso storico-archeologico, che
          va dalla fine dell’ellenismo ad epoca romana. Sono, inoltre, esposti importanti reperti del periodo,
          rinvenuti a Taranto e nel territorio; tale percorso verrà completato al termine dei lavori di ristruttu-
          razione ancora in corso, con ulteriori apporti di monete, congiuntamente ad oggetti archeologici
          inseriti in una cornice diacronica che documenterà gli aspetti della vita politica, economica e sociale
          della spartana Tarentum.
                 Come si è detto il tesoretto Taranto 1883, è il primo rinvenuto a Taranto di cui si abbia notizia
          e che si sia conservato . Esso era composto, all’origine, da più di 1550 monete, mentre attualmente
                                 1
          presso il Museo Nazionale di Taranto sono presenti 895 esemplari. Con questo tesoretto iniziò a
          costituirsi il medagliere del Museo Nazionale Archeologico di Taranto prima della costituzione uffi-
          ciale del Museo che avvenne nel 1888 .
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               All’epoca del suo ritrovamento la legislazione vigente non aveva la stessa odierna efficacia nel
          recupero del patrimonio archeologico, per cui parte del materiale fu messa in vendita. Fra le luci e
          le ombre che caratterizzarono l’impegno di Luigi Viola a Taranto, a partire dal 1880, come funzio-
          nario inviato dal Ministero, il recupero e la conservazione del tesoretto in esame rappresenta un

































          FiG. 1 –  muSeo nazionale arCheoloGiCo di taranto, Medagliere. Tesoretto Taranto 1883, diobolo in argento della zecca di
                 Tarentum (D/), 275 - prima del 212 a. C. (Vetrine, cat. 25). © SBAP.


          Il tesoretto TaranTo 1883                                                           G. Libero Mangieri
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