Page 52 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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52                                       Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia – CONTRIBUTI


          influsso tipologico delle monete di Taranto sulle emissioni celtiche rilevata dallo studioso francese, sostenne che essa
          poteva peraltro spiegarsi soddisfacentemente solo in epoca più antica, rispetto all’età annibalica.
          5    Cogliamo occasione per ricordare che, poco prima che venisse decisa la destinazione di Viola a Taranto (allora non
          ancora provincia autonoma, ma parte della “terra d’Otranto”), la gravità della situazione nella Puglia meridionale era stata
          affermata dal giudice Luigi De Simone (de Simone 1878), con documentate accuse contro chi presiedeva la Commissione
          Provinciale di Terra d’Otranto, certo note al Fiorelli, anche se tali accuse sembra siano state ignorate dagli autori locali.
          6    In questo modo, si assicurò la proprietà degli oggetti antichi rinvenuti nei terreni ceduti a scopo edilizio, che fossero
          scoperti durante i lavori. In più occasioni, Viola poté essere informato di ritrovamenti, nonostante il “vuoto legislativo”
          della tutela. In particolare, quando fu ritrovato a Taranto, durante lavori in Borgo Nuovo, un tesoro costituito da 462
          esemplari della zecca di Taranto e due della zecca di Turi: cfr. “NSA” 1898, p. 294.
          7    “NSA” 1883, p. 137.
          8    “NSA” 1886, pp. 279-280.
          9    Riprodotte fotograficamente nel catalogo nella raccolta Vlasto pubblicata dal Ravel.
          10    La moneta passò nella raccolta Vlasto a Marsiglia.
          11    Bernardini 1957, p. 14, da una conferenza dello stesso (da aggiungere alla bibliografia normalmente indicata dai
          repertori in relazione a questo ritrovamento). Le prime notizie, ovviamente senza precise descrizioni, erano state date
          dalla “Gazzetta del Mezzogiorno”. La localizzazione, in apparenza, geograficamente precisa (Parabita) con cui il tesoro
          viene indicato nei repertori, può essere condizionata da fatti estranei alla esatta localizzazione topografica, in particolare
          dal fatto che a Parabita facevano riferimento coloro che erano stati individuati come possibili rinvenitori o proprietari
          delle aree di ritrovamento. Oggi probabilmente, essendo continua la collaborazione istituzionale tra Soprintendenza
          Archeologica della Puglia ed Enti locali, quel tesoro sfuggirebbe alla dispersione.
          12    “NSA” 1886, p. 104. Grazie all’opera del Viola, fu anche esaminato un tesoro di denari; il De Petra, sulla base di
          questo ritrovamento, poté proporre una leggera modifica alla cronologia fino a quel momento generalmente accet-
          tata, per i denari più recenti del ripostiglio. Negli stessi anni De Petra riceveva segnalazioni in merito ai ritrovamenti
          di monete anche da altre parti della Puglia, e poté quindi dare notizia di un tesoro ritrovato a Carbonara (cosiddetto
          Carbonara I): “NSA” 1884, p. 310.
          13    Sorprende che il De Petra a Napoli non disponesse dello studio del Gamurrini, allora relativamente recente e pub-
          blicato sul ben noto “Periodico di numismatica e sfragistica per la storia d’Italia” 1868, p. 33, mentre è ben comprensibile
          che tale studio potesse essere ignorato dal Viola a Taranto nel primo esame del ritrovamento.
          14    BahrFeldt 1878, p. 51.
          15    Correra 1914.
          16    “NSA” 1884: ivi CROT era interpretata (a mio parere giustamente) come sigla di magistrato romano e non come
          indicazione di zecca, come invece nella maggior parte degli Autori, che quasi concordemente attribuirono queste emis-
          sioni a Crotone, attribuzione peraltro non confermata da abbondanza di ritrovamenti nell’area di presunta emissione
          della moneta.
          17    “NSA” 1894, p. 259.
          18    herSCh 1964 p. 348 nota n.1. Il particolare dell’apparizione delle monete a Venezia, che potrebbe essere utile per
          tentare di ricostruire la dispersione delle monete stesse, non sembra ricordato dagli autori successivi, che attribuiscono
          a Hersch l’acquisto delle monete, mentre il numismatico, nella nota succitata, accenna invece al fatto di aver potuto
          esaminare il tesoro di vittoriati a Venezia, osservando tra l’altro un gran numero di vittoriati con legenda VB.
          19    CrawFord 1970, pp.51-56.
          20    Per il tesoro di Pisticci cfr. CrawFord 1969, p. 66-67, n. 91 “Informations from Hersch”. Cogliamo occasione per ricor-
          dare che non mancarono nel territorio del Materano compreso nella giurisdizione della Soprintendenza Archeologica
          della Puglia per molti decenni, recuperi di monete degni di memoria. Ci limitiamo a ricordare che un contributo alla
          numismatica di Metaponto fu dato da Felice Gino Lo Porto. Egli pubblicò, con accurata localizzazione rispetto alla topo-
          grafia dell’antico centro, due tesori, uno d’argento, l’altro di monete di bronzo, ritrovati nel 1955, e presentando inoltre
          nella stessa occasione un altro tesoretto di monete in bronzo scoperto nel 1940: v. “NSA” 1996, p. 184 e s.
          21    “NSA” 1881, p. 408.
          22    Cavedoni 1850, p.144.
          23    mommSen 1860.
          24    “NSA” 1897, p. 215.
          25    “NSA” 1899, pp. 302-305.
          26    “NSA” 1904, p. 53.
          27    A differenza di come talvolta si crede, la legge del 1909, già prima della famosa legge del 1939, condizionò i rapporti
          quotidiani, e proprio attraverso una nota del Quagliati su “Notizie Scavi”, più sotto ricordata, apprendiamo che, essen-
          dosi sparsa a Taranto la voce del ritrovamento di un tesoro, che in gran parte il Quagliati stesso riuscì a recuperare, un
          medico con apprezzabile osservanza delle leggi, rifiutò alcune monete d’argento magnogreche, con cui una paziente
          avrebbe voluto pagare un intervento dentario: “NSA” 1930 p. 249. Fu uno degli ultimi interventi del Quagliati in campo


          Il MedaglIere del Museo NazIoNale archeologIco dI TaraNTo                                     L. Tondo
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