Page 48 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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48                                       Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia – CONTRIBUTI
















































          FiG. 18 – muSeo nazionale arCheoloGiCo di taranto, Esposizione curata da Quintino Quagliati: materiale dei principali siti
          archeologici della provincia di Bari. © SBaP.


          esempio da Livio in occasione della spedizione spartana nell’Adriatico, anche Roma, evidentemente
          ben presente nella zona adriatica.
               Prezioso, per la tutela numismatica, il fatto che fosse chiamato a dirigere la Soprintendenza
          della Puglia, negli anni ’60, Attilio Stazio. Grazie a lui, non solo fu ripreso l’esame scientifico dei ri-
          postigli conservati presso la Soprintendenza, ed intensificata la presenza sul territorio, ma poterono
          anche attivarsi corsi regolari di numismatica antica presso le Università di Lecce e di Bari. In questo
          modo, in Puglia l’insegnamento della numismatica appare, nelle sue origini, naturale conseguenza
          di un impegno quotidiano territoriale nella tutela delle monete intese come beni archeologici, ed
          il progresso degli studi numismatici appare legato al progresso della ricerca archeologica, che con-
          sente, e sempre più consentirà in avvenire, di costruire una storia della moneta con il rigore delle
          scienze naturali, su esemplari di provenienza verificabile e con contesti certi.
               Gli anni recenti hanno visto un continuo progresso nella tutela e valorizzazione dei reperti
          numismatici, ed è significativa l’istituzione, già ricordata, di un “Servizio Territoriale per i Beni Numi-
          smatici” (18 gennaio 1997). Sono stati avviati, pur nei limiti dei ristrettissimi finanziamenti, program-
          mi di attività diversi. Particolare spazio ha avuto la collaborazione con quei Comuni che davano
          adeguate garanzie per la tutela del materiale. In questo modo, superando quel centralismo che era
          stato a lungo necessario per la sicurezza dei reperti è stato possibile realizzare esposizioni di alto li-
          vello scientifico, anche se ben comprensibili al pubblico, accompagnate da adeguata presentazione
          scientifica del materiale. Tra queste, ricordiamo le esposizioni curate a Gravina in Puglia, Gioia del
          Colle, Altamura, Ruvo . Quest’ultima esposizione di un tesoretto rinvenuto nel 1936, è degna di me-
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          moria anche perchè mostra bene come, solo sulla base delle leggi anteriori al 1939, cioè prima della
          famosa legge “Bottai”, venisse esercitata in Puglia efficace tutela numismatica grazie all’azione di


          Il MedaglIere del Museo NazIoNale archeologIco dI TaraNTo                                     L. Tondo
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