Page 43 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia – CONTRIBUTI                                    43


                Interrottasi la direzione di Viola, Giovanni Patroni, che più tardi contribuì grandemente alla
         tutela numismatica come Soprintendente della Lombardia, ebbe incarico di recarsi a Taranto. In quel
         periodo un ripostiglio di monete magnogreche d’argento fu ritrovato nel centro storico, nel corso di
         lavori, e offerto in vendita al Museo. Purtroppo, essendo ancora necessaria l’autorizzazione preven-
         tiva di Napoli, il tesoro ritornò nelle mani dello scopritore e fu disperso . Un altro piccolo “tesoro”
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         magnogreco invece poté essere salvato e assicurato al Museo di Taranto, grazie all’intervento di un
         collaboratore, come ricorda Patroni stesso .
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                Il nuovo Soprintendente Quagliati, subentrato come responsabile del Museo, pur essendo
         particolarmente interessato alla preistoria, era un buon conoscitore anche delle monete antiche
         (figg. 12-14). Con lui venne meno la consuetudine decennale di dipendenza dal Museo di Napoli,
         non solo in relazione al problema del consenso per gli interventi, ma anche per la pubblicazione
         dei ritrovamenti numismatici.














































         FiG. 12 – Il Soprintendente Quintino Quagliati al tempio delle Tavole Palatine a Metaponto. © SBAP.


              Ancora alla fine del XIX secolo, era stato Ettore Gabrici a dare qualche notizia dei ritrovamenti
         di monete a Taranto. Quagliati invece provvide personalmente, sino alla fine della sua lunga attività,
         a dare notizia dei molti ripostigli che riuscì ad assicurare al Museo Archeologico.
              Risulta purtroppo dai molti cenni a ritrovamenti dispersi che si ritrovano negli studi contem-
         poranei e nei cataloghi di vendita che un gran numero di ritrovamenti fu egualmente disperso sul
         mercato clandestino. Va a merito evidente di Quagliati, già prima della promulgazione della famosa
         legge del 20 giugno 1909 n. 364 che diede finalmente forza agli interventi con l’esplicito cenno
         alle “cose di interesse numismatico”, di essere riuscito in qualche caso ad intervenire, applicando
         norme già esistenti. Accadde ad esempio in occasione della scoperta a Carbonara di un tesoro di



         Il MedaglIere del Museo NazIoNale archeologIco dI TaraNTo                                     L. Tondo
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