Page 39 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia – CONTRIBUTI                                    39


         tirrenica. Questo dovrebbe a mio parere essere considerato argomento a favore di una datazione
         “alta” delle monete cosiddette “romano-campane”, e in genere di emissioni atte a contenere l’afflus-
         so nella penisola di monete di potenze d’oltremare che avrebbero altrimenti privato inevitabilmente
         le città dell’Italia antica di autonomia economica.
              Il merito di Luigi Viola per avere trasmesso una descrizione completa del tesoro, tale da con-
         sentire studi successivi, appare comunque tanto maggiore, ove si consideri che anche in epoca
         posteriore, quando ormai le leggi proteggevano i ritrovamenti, l’avidità che suscitava la scoperta di
         monete d’oro, e il particolare interesse che suscitavano nei raccoglitori le monete della zecca di Ta-
         ranto (fig. 10), rese difficilissimo il recupero, anche solo a livello di notizia, di tesori di questo tipo.
              Solo attraverso i cenni che si ricavano da qualche catalogo di vendita, abbiamo notizia, ad
         esempio, del ritrovamento a Taranto di monete d’oro tarantine nei lavori avvenuti presso la stazione
         ferroviaria al tempo del Soprintendente Quagliati, che, pure, ebbe a cuore la “tutela numismatica”
         per tutto il tempo in cui resse la Soprintendenza della Puglia . E più tardi ancora, nel 1948, quando,
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         grazie ad una nota giornalistica, si ebbe notizia della scoperta di un tesoro di monete magno-greche
         presso Parabita. Nonostante l’impegno del soprintendente Ciro Drago, che fece cercare le monete
         fino in Piemonte, assicurando allo Stato alcuni esemplari d’argento, non fu possibile recuperare le
         monete d’oro tarantine che si diceva facessero parte del tesoro, e di cui è solo rimasta, accennata
         in una conferenza, una descrizione: “statere con la testa di Zeus da un lato e l’aquila su un fulmine
         datato 281 a.C. qualche esemplare di questo tipo comparve nel tesoretto di Parabita” .
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         FiG. 10 –  SoPrintendenza Per i Beni arCheoloGiCi della PuGlia, Sede centrale, Biblioteca, Estratto dell’articolo di M.P. Vlasto,
                 Les Monnaies d’or de Tarente, particolare della tavola che riproduce esemplari di monete d’oro di Tarentum.


         Il MedaglIere del Museo NazIoNale archeologIco dI TaraNTo                                     L. Tondo
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