Page 35 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
P. 35
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia – CONTRIBUTI 35
FiG. 4 – taranto, BiBlioteCa arCiveSCovile “GiuSePPe CaPeCelatro”, Sala lettura, particolare dell’affresco riproducente una
moneta recante al D/ Figura seduta a d., sorregge oinochoe nella d. protesa e conocchia nella s. e al R/ Eracle infante
che strangola serpente. © Arcidiocesi di Taranto, Ufficio Diocesano Beni Culturali Ecclesiastici.
Il merito di Luigi Viola è tanto maggiore, in quanto a Taranto
gli acquisti di monete per il Museo che Viola andava costituendo,
erano soggetti alle decisioni del Museo di Napoli. Inoltre, quando
Viola iniziò a Taranto la sua opera, esistevano già in Puglia altre
realtà museali (a Brindisi, Bari, Lecce etc.) che, quando possibile,
acquisivano anche ritrovamenti di monete.
Rispetto ai primi decenni dell’800, appariva diminuita in Puglia
quella passione disinteressata per la numismatica che, ad esempio,
aveva portato gli Jatta a formare, a Ruvo, il primo Medagliere della
Puglia accessibile al pubblico con formale autorizzazione sovrana,
dotato anche, grazie al figlio dei fondatori, di catalogo a stam-
pa con descrizioni chiare di ogni moneta, utilissimo al progresso
degli studi sulla zecca di Ruvo . Vi era invece, in misura sempre
2
crescente, un interesse per i ritrovamenti numismatici del territo-
rio pugliese da parte del commercio antiquario, che condizionava
da tempo la conoscenza dei ritrovamenti. Già nell’opera di Luigi
Sambon si poteva osservare come il progresso della numismatica
fosse in realtà condizionato da tale commercio, che ovviamente
impediva la conservazione integrale dei tesoretti, e poteva rendere
indistinguibili provenienza effettiva e località d’acquisto, con grave
danno per ogni ricerca.
Esempio di come una provenienza incerta, in quanto com-
merciale, possa condizionare le ricerche successive, ricordiamo
che Sambon aveva potuto fare acquisto a Lecce di un esemplare,
imitante un tipo della monetazione di Taranto, ma quasi certa-
mente messapico, poi passato, attraverso il Rollin nella raccolta De
FiG. 5 – muSeo nazionale arCheoloGiCo di taranto, Medagliere, Taranto 1883, 872. Zecca di Tarentum, emiobolo in argento
(275 - prima del 212 a. C.) recante al D/ e al R/ due crescenti affrontati con le punte rivolte verso l’esterno, intorno
quattro globetti (Vetrine Taranto, I.1, cat. 36). © SBAP.
Il MedaglIere del Museo NazIoNale archeologIco dI TaraNTo L. Tondo

