Page 40 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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40 Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia – CONTRIBUTI
Nel campo della moneta romana repubblicana fu offerto, dal Viola, un contributo di estrema
importanza, anche se le monete non entrarono nel Museo di Taranto, ma in quello di Napoli. Nel
1880 infatti fu recuperato a Taranto un tesoro di quasi duecento vittoriati. La tutela numismatica del
territorio affidato al Viola si mostra già in tutta la sua efficacia con questo ritrovamento di vittoriati
pubblicati dal De Petra a Napoli e subito dopo nelle “Notizie Scavi” dal Viola . Se il 1883 può essere
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considerato data di inizio per il Medagliere di Taranto, il 1880 può quindi considerarsi data di ini-
zio di quella “tutela numismatica” della Puglia che, proseguita ininterrottamente dai successori, ha
avuto anche riconoscimento formale qualche anno fa con l’istituzione di un “Servizio Numismatico”
presso la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia (18 gennaio 1997).
Poco toglie al merito di Viola il fatto che quel tesoro da lui recuperato non fosse, come affer-
mato da De Petra e poi ripetuto da Viola stesso, il primo ritrovamento composto esclusivamente
da vittoriati, ma il terzo o il quarto. Una dozzina di anni prima, infatti, il Gamurrini aveva ricordato
l’importanza del tesoro di vittoriati scoperto a Pisa nel XVIII secolo, che, tra l’altro, offre un imme-
diato confronto con quello scoperto a Taranto essendo presente in entrambi il simbolo del ferro di
lancia . Il tesoro di vittoriati scoperto a Taranto mostrava emissioni avvenute nel corso di un lungo
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arco di tempo, essendo quei vittoriati in parte anonimi, in parte con simboli, come la punta di lan-
cia, in parte con monogrammi. Un altro ritrovamento avvenuto nella zona di Arpi era stato segnala-
to poco prima . Inoltre, nella Puglia centrale, a Canosa. nei primi decenni dell’800, era avvenuto un
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altro ritrovamento di vittoriati che, scoperto per la seconda volta da un discendente dello studioso
che le aveva recuperate, sarebbe stato peraltro pubblicato solo molti anni dopo .
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Il tesoro di Taranto era comunque senz’altro il maggiore ritrovamento di monete di questo tipo.
Pochi anni dopo, un altro tesoro di vittoriati fu segnalato attraverso le “Notizie degli Scavi”, trovato
a Gambolò in Lomellina. Anch’esso non privo di affinità con il tesoro di Taranto, comprendendo tra
l’altro un vittoriato con la legenda CROT . Paolo Orsi avrebbe poi confermato la diffusione di tesori
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costituiti da vittoriati pubblicandone un altro scoperto a Caltrano presso Vincenza. Anche questo
presenta affinità con il tesoro di Taranto, nelle sigle e nei simboli, di cui ci limitiamo a ricordare il
ferro di lancia .
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Il recupero del tesoro di vittoriati di Taranto operato da Viola in un momento di “vuoto legi-
slativo” appare tanto maggiore, ove si consideri che anche in tempi relativamente recenti, quando
ormai leggi rigorose erano in vigore da anni, il mondo scientifico riceveva notizie di tesori di vit-
toriati dispersi, come quello scoperto presso Udine e osservato a Venezia dall’illustre numismatico
Hersch, che ne diede notizia quasi incidentalmente in una recensione ; o quello scoperto nell’Italia
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meridionale intorno al 1968 e pubblicato due anni dopo ; o, ancora, quello rinvenuto a Pisticci, non
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lontano da Taranto, tesoro che avrebbe potuto fornire elementi cronologici comparativi preziosi
perchè comprendeva sia monete della Magna Grecia che vittoriati .
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Luigi Viola, pubblicando il tesoro di vittoriati scoperto a Taranto, osservava come questo genere
di emissioni gli apparisse particolarmente adatto a un’area abituata alla circolazione del nòmos taranti-
no . Il vittoriato in effetti appariva inserirsi quasi naturalmente nell’area della Magna Grecia. A Taranto
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non mancano possibili confronti tipologici, perchè alla zecca di Taranto, come è noto, sono attribuite
anche rare monete in bronzo con la Vittoria e il trofeo. Già segnalate dal Carelli e dal Millinger, esse
appaiono conosciute in pochi esemplari, come potrebbe forse avvenire per monete emesse per breve
tempo in particolari circostanze. Qualche esemplare fu segnalato nella raccolta di Claudios Côte, asse-
gnato nel catalogo di vendita agli ultimi decenni del IV secolo a.C., cronologia condivisibile. Qualche
esemplare del raro tipo tarantino in bronzo con la Vittoria fu in possesso del Vlasto, ed una moneta
con la vittoria fu ricordata anche come presente, nella raccolta Arnò di Manduria, formata soprattutto
con materiale di provenienza locale, alla fine del XIX secolo, e pubblicata dopo la prima guerra mon-
diale dal proprietario stesso, animato da uno spirito scientifico che purtroppo non valse ad impedire
la dispersione della raccolta in un’asta, nella seconda metà del XX secolo.
Ritroviamo quindi a Taranto questa tipologia in un’epoca non fissata ancora con assoluta cer-
tezza, ma che sembra comunque anteriore alla diffusione del vittoriato romano, fatto tanto più inte-
ressante se considerato in un’ottica di koinè ellenistica, dal momento che la tipologia della vittoria
presso il trofeo appare non solo in area occidentale, cioè nella monetazione di Siracusa al tempo
di Agatocle, ma anche nelle monete d’argento e di bronzo di una delle maggiori potenze, l’impero
dei Seleucidi.
Il MedaglIere del Museo NazIoNale archeologIco dI TaraNTo L. Tondo

