Page 41 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia – CONTRIBUTI                                    41


              Il ritrovamento dei vittoriati a Taranto, nonostante l’immediata pubblicazione del tesoro, non
         sembra avere avuto in Italia tutta l’attenzione che meritava, ma Evans, nel suo studio sulla mone-
         tazione di Taranto, riconobbe chiaramente l’importanza del recente ritrovamento, in relazione alla
         circolazione della Magna Grecia.
              Evans, il miglior conoscitore di monete di Taranto accennò, proprio in relazione a questo teso-
         ro al problema del possibile stretto rapporto tra la creazione del vittoriato e le monete di Taranto.
         Egli infatti, interessato evidentemente a verificare i rapporti effettivi nella circolazione tra monete
         magno-greche e monete romane, prospettò la possibilità che il vittoriato romano fosse stato diffuso
         a seguito della prima chiusura della zecca di Taranto. L’opinione di Evans fu ricordata, ai primi del
         XX secolo, nella edizione dei cataloghi del Medagliere di Glasgow, ove sostanzialmente si accettava
         una relazione tra la chiusura della zecca di Taranto e l’emissione dei vittoriati, anche se l’autore col-
         locava comunque l’emissione ad epoca successiva di vari decenni alla prima sconfitta di Taranto ad
         opera di Roma. Se quel tesoro fosse stato scoperto solo pochi anni prima, quando era vivacemente
         dibattuto il problema dell’origine dei vittoriati, avrebbe destato certo maggiore interesse.
              Il Mommsen che quarant’anni prima, quando ancora non c’erano strade ferrate attraverso l’Ap-
         pennino né servizi regolari di navi a vapore, aveva raggiunto la Puglia solo per osservare le epigrafi
         messapiche e dimostrarne l’autenticità al mondo scientifico dando così l’impulso decisivo agli studi
         archeologici sulla Messapia, avrebbe certo esaminato con molto interesse di persona quel tesoro di
         vittoriati, se la scoperta fosse avvenuta quando ancora era in corso la seconda edizione della sua
         grande opera sulla moneta romana. Quest’ultima, con i continui riferimenti alle scoperte archeo-
         logiche e la comparazione tra monete del Mediterraneo, appare nella metodologia più moderna
         delle opere del Babelon e del Grueber sullo stesso
         argomento, ma successive di molti decenni. Il som-
         mo storico tedesco, “dottore in diritto” come amava
         definirsi, che aveva ricostruito la storia della moneta
         romana con continuo riferimento ai ripostigli, avreb-
         be certo considerato il tesoro di vittoriati scoperto a
         Taranto, con la stessa attenzione che aveva dedicato
         anni prima ai ritrovamenti di moneta romana in Spa-
         gna a lui segnalati dallo Zobel.
              Anche se la maggior parte degli studiosi, infatti,
         aveva accettato l’opinione sulle origini del vittoriato di
         Bartolomeo Borghesi basata su un passo di Plinio che
         accennava ad una relazione della moneta con l’Illiria,
         alcuni tra i maggiori studiosi della monetazione ro-
         mana avevano espresso dissenso. Celestino Cavedoni,
         responsabile del Medagliere di Modena e che aveva
         esperienza  diretta  dei  ritrovamenti  dell’Italia  Setten-
         trionale, aveva manifestato dubbi sulla pretesa origine
         illirica, tenendo conto della diffusione effettiva dei ri-
         trovamenti a lui noti .
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              Il problema era stato affrontato nella seconda edi-
         zione, dell’opera sulle monete romane del Mommsen
         ampliata e tradotta in francese, dal duca di Blacas e
         dal De Witt, con aggiunte di questi autori (fig. 11).
         Il Mommsen aveva ricordato nel testo l’opinione del
         Borghesi con rispetto, al punto che da una rapida let-
         tura, si potrebbe credere la condividesse, ma aveva
         anche inserito in un breve inciso la propria opinione
         sulla cronologia, ma ben diversa in realtà da quella
         legata al passo di Plinio, perchè il Mommsen prospet-
         tava che l’inizio della coniazione del vittoriato fosse    FiG. 11 –  th.mommSen, Histoire de la monnaie romai-
         quasi contemporaneo all’inizio della coniazione del               ne, traduite de l’allemand par le duc de Bla-
         denario.                                                          cas, Paris 1865.


         Il MedaglIere del Museo NazIoNale archeologIco dI TaraNTo                                     L. Tondo
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