Page 31 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei - CONTRIBUTI                     31


         Il percorso di visita

              Nel giugno 2001 è stata aperta al pubblico al Museo Archeologico di Napoli la sezione (sei
         sale) dedicata all’esposizione delle raccolte numismatiche che, seguendo le caratteristiche della
         formazione del medagliere napoletano, si articola in due sezioni, realizzate con criteri espositivi
         diversi: la prima è dedicata ai tre più grandi nuclei collezionistici del Museo, la seconda racconta la
         storia monetaria dell’Italia meridionale dal VI sec. a.C. all’epoca dei Borbone.
              Il tema del collezionismo è esemplificato dalla cinquecentesca collezione Farnese con una scelta
         di monete, medaglioni e “contorniati” che sottolineano i generi preferiti dagli eruditi e dai collezio-
         nisti del Rinascimento: i ritratti di uomini “illustri” artefici della storia antica, la rappresentazione di
         episodi storici noti dalle fonti e i monumenti celebri dell’antichità scomparsi o non più identificabili;
         dalla collezione del cardinale Stefano Borgia, specchio dell’erudizione e degli interessi antiquari tardo-
         settecenteschi, con le serie monetali prodotte in Etruria, Umbria, Lazio, Roma e nell’Italia centrale
         adriatica; da quella del marchese Santangelo, la più
         grande raccolta napoletana della prima metà dell’Ot-
         tocento, con una selezione di monete “italiche” che gli
         studiosi dell’epoca ritenevano inedite o rare e quindi
         fondamentali per lo studio della numismatica. L’alle-
         stimento  di  questa  sezione  ripropone  l’immagine  di
         un antico “studio”: sono esposti gli splendidi mobili
         di monete, in pregiato legno intarsiato, appartenuti ai
         marchese Santangelo, gli espositori moderni riprodu-
         cono fedelmente quelli utilizzati negli allestimenti ot-
         tocenteschi del Museo in sintonia con gli altri elementi
         d’arredo della sala compreso l’apparato didascalico.
         Due gigantografie, tratte da incisioni di volumi del Pio-
         vene, ricordano al visitatore, attraverso le scene allego-
         riche, che il ruolo avuto dalle monete è stato quello di
         perpetuare la memoria della storia del passato strap-
         pandola all’ingiuria del tempo, mentre l’esposizione di
         alcuni volumi a stampa del ‘500, ‘600 e ‘700, apparte-
         nenti all’antica Biblioteca del Medagliere, testimoniano
         lo sviluppo degli studi di numismatica.
              Nella seconda sezione circa 7.000 monete rac-
         contano la storia monetaria dell’Italia meridionale dal
         VI secolo a.C. fino all’età medioevale e moderna ter-
         minando con la monetazione del Regno di Napoli,
         un cammino lungo ben venticinque secoli.
              Nelle sale dedicate al periodo romano un posto      FiG.2 –  muSeo  arCheoloGiCo  nazionale  di  naPoli, Me-
         di rilievo occupa il settore dedicato a Pompei, la ci-         dagliere. Vetrina con pesi e mensa ponderaria.
                                                                        © SSBANP.
         tadina distrutta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.
         Le monete sono organizzate secondo la tipologia del loro ritrovamento: l’incasso di una bottega, gli
         spiccioli o più consistenti gruzzoli recuperati accanto agli scheletri di fuggiaschi in borse di stoffa
         o cuoio, le cospicue somme conservate in casseforti con gioielli e argenterie; sculture, suppellettili,
         affreschi e documenti epigrafici danno un’immagine vivace della vita quotidiana, del mercato citta-
         dino e delle attività produttive (fig. 2).
              Infine, dopo un’ampia selezione delle emissioni monetarie delle varie dominazioni succedutesi
         in Italia meridionale, dai Bizantini agli Austro-Spagnoli, l’ultima sala è dedicata alle monete e me-
         daglie dei Borbone, e ai conii e punzoni della zecca del Regno di Napoli, fino all’Unità d’Italia. Per
         questa seconda sezione si è preferito un allestimento diverso con moderni apparati didascalici ed
         iconografici che consentono una più agevole comprensione del linguaggio della moneta.



                                                                                                  tereSa Giove


         Il MedaglIere del Museo archeologIco dI NapolI                                                T. Giove
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