Page 26 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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26                                      Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo – CONTRIBUTI


          miglianze e le identità di concezioni e ideologie. Vasi, bronzi, armi, statue, iscrizioni, oggetti di uso
          quotidiano offrono un panorama autonomo e senza mediazioni (che non siano quelle della nostra
          cultura) della situazione locale.
               La riscrittura del percorso espositivo è stata complessa, perché complessa è la storia della for-
          mazione dei popoli nella regione, con molti passaggi ancora da approfondire. Nonostante le lacune
          di conoscenza, era tempo che almeno i dati acquisiti fossero narrati per il lungo periodo di tempo,
          tra la fase iniziale dell’Età del Ferro e l’Alto Medioevo, in cui si annunciano e poi si consolidano
          quei caratteri che contraddistinguono la regione nel quadro dell’archeologia italiana.
               Dall’intenzione di presentare in modo chiaro e accessibile al pubblico più vasto, pur nel ri-
          spetto della scientificità dei dati, una rassegna organica dei dati archeologici disponibili, da quelli
          ormai “storicizzati” a quelli risultanti dalle indagini più recenti, si è concretizzata la connotazione di
          un Museo come luogo centrale e rappresentativo della Regione, con la strutturazione del percorso
          secondo sistemi etnico-territoriali.
               È stato reso evidente in tal modo il segno distintivo dell’Abruzzo: la segmentazione di entità
          etniche molto caratterizzate in epoca storica, dal comprensorio Vestino all’area Sangritana, dalle
          tribù confinanti con il Lazio a quelle a contatto con il mondo Piceno e a quelle insediate nell’area
          centrale.
               È quindi percepibile, dalla esposizione e dai continui riferimenti, come la collocazione geogra-
          fica, politica ed economica di queste popolazioni antiche sia da inserire nell’ambito degli scenari
          più vasti del Mediterraneo e dei territori oggi compresi in Europa. Tale panorama ampliato al mon-
          do allora conosciuto può rendere comprensibile la presenza di autentici capolavori di artigianato
          artistico in una regione che è apparsa tradizionalmente isolata, ma che ha invece vissuto nelle
          epoche italica e romana un significativo periodo di scambio culturale con la civiltà celtica, etrusca,
          picena, laziale, magnogreca, greca e orientale, che dall’arcaismo, attraverso l’ellenismo, giunge alle
          manifestazioni tardo antiche e paleocristiane di una società perfettamente integrata nella koinè del
          mondo allora conosciuto.
               Attraverso il Museo e il suo allestimento (fig. 5), la storia diviene visibile e concreta; il passato
          entra nel presente, la memoria diventa continuità di vita.



                                                            amalia FauStoFerri, maria ruGGeri, roSanna tuteri
























                                                             FiG. 5 –  Pianta del muSeo nazionale arCheoloGiCo dell’aBruzzo
                                                                    – villa FriGerJ, Chieti, con l’ubicazione della collezione
                                                                    numismatica (4-5) tratta dal sito del Museo. © SBAA.




               Per altre notizie sul Museo e sulle sue collezioni consultare il sito del Museo http://www.archeoabruz-
          zo.beniculturali.it/manda1.html.


          Il MedaglIere del Museo NazIoNale d’abruzzo – VIlla FrIgerj          A. Faustoferri, M. Ruggeri, R. Tuteri
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