Page 21 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana - CONTRIBUTI 21
Un furto subìto nel 1860 dalle collezioni glittiche, di cui era responsabile lo stesso Migliarini,
provocò la caduta in disgrazia del Direttore e dello stesso Monetiere. Alla morte del Migliarini,
avvenuta nel 1867, fu nominato Conservatore delle Antichità delle Gallerie e responsabile della
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collezione numismatica il Gamurrini , già membro della Commissione per le antichità, cui si deve
l’iniziativa del distacco del primo nucleo di monete etrusche dalla Raccolta Granducale al Regio
Museo Etrusco di via Faenza. L’incarico di una verifica delle condizioni della raccolta numismatica,
dopo una inchiesta governativa durata dal 1874 al 1877, fu avviata subito dopo ed affidata a Luigi
Pigorini, numismatico, che si avvalse dell’aiuto di Luigi Antonio Milani, già allievo dell’Istituto di
Studi Superiori, distintosi per aver classificato in un paio di anni il ripostiglio di monete imperiali,
composto da circa 50.000 esemplari, rinvenuto nel 1876 in località La Venèra, nel veronese.
FiG. 4 – muSeo nazionale arCheoloGiCo di Firenze, Medagliere.
Collezione Strozzi, teruncia della zecca di Luceria, ca 271-
212 a.C. (Vetrine, cat. 21). © SBAT.
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La nomina a Direttore del Museo fu attribuita al Milani nel 1874. Durante la sua gestione si sus-
seguono una serie di importanti immissioni di monete tra cui: l’acquisto della collezione Mazzolini,
nel 1890, composta quasi esclusivamente da materiali provenienti dal territorio di Populonia e per
questo motivo subito destinata alla sala populoniese del Museo Topografico; l’acquisto e, in parte,
la donazione della collezione Falchi, anche in questo caso con provenienza quasi esclusiva dal
territorio vetuloniese, cui si devono aggiungere le monete rinvenute, a partire dal 1887, negli scavi
condotti dallo stesso Falchi a Vetulonia e che andranno ad arricchire le vetrine della sala relativa
del Museo Topografico; l’acquisto di grande interesse di parte della collezione Strozzi (fig. 4), nel
1907 e di parte della collezione Martinetti Nervegna (fig. 5), nel 1908, entrambe contese con i Me-
daglieri di altri Musei tra cui quello del Museo Nazionale Romano, diretto dalla Cesano; l’acquisto
della collezione Ferretti di Cortona, nel 1911. Dall’antiquario Pacini furono, inoltre, acquistati i pezzi
di aes rude facenti parte del ripostiglio de La Bruna presso Spoleto, scoperto nel 1890, mentre nel
1912 si procedette all’acquisto e all’immissione di parte di monete del ripostiglio di aurei rinvenuto
in Maremma e segnalato dall’antiquario Mannelli di Campiglia.
FiG. 5 – muSeo nazionale arCheoloGiCo di Firenze, Medagliere.
Collezione Martinetti Nervegna, quincuncia della zecca
di Luceria, ca 225-217 a.C. (Vetrine, cat. 2). © SBAT.
Dagli scavi condotti sul colle di Talamonaccio, tra il 1888 e il 1892, per la costruzione di un
forte militare, provengono alcune centinaia di monete probabilmente residuo di una stipe votiva
rinvenuta nel perimetro di un santuario al cui tempio appartengono le famose terracotte architetto-
niche relative al frontone con le figurazioni del mito tebano.
Nel corso delle successive Direzioni, la collezione numismatica è andata arricchendosi di inte-
ressanti gruzzoli rinvenuti da diverse località del territorio di competenza dell’attuale Soprintenden-
za per i Beni Archeologici della Toscana.
Il MonetIere del Museo ArcheologIco nAzIonAle dI FIrenze F. Catalli

