Page 20 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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20 Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana – CONTRIBUTI
Il Medagliere Granducale (figg. 1-2) fu distaccato dalle collezioni delle Gallerie degli Uffizi
nel 1895 per essere trasferito nella nuova ed attuale sede del Museo Archeologico nel palazzo della
Crocetta. Il trasferimento del Museo Etrusco nella sede del palazzo della Crocetta avvenne nel 1880,
sotto il controllo di una Commissione di cui faceva parte anche Luigi Antonio Milani preposto, non
senza strascichi polemici, dal Pigorini all’allestimento del nuovo Museo, e di cui, a partire dal 1884,
fu nominato Direttore.
Il Medagliere Granducale e la formazione del Museo Archeologico di Firenze
La formazione del Museo Archeologico si colloca nel primo periodo post unitario durante il quale
il particolare fervore intellettuale presente a Firenze, divenuta, nel 1865, pur se per un breve periodo,
capitale d’Italia, diede vita a alla nascita di numerosi circoli culturali, di riviste scientifiche e letterarie
(Nuova Antologia), di giornali (La Nazione), di teatri e biblioteche (La Nazionale Centrale).
Con queste iniziative lo Stato Italiano, appena formato e alla ricerca di un proprio tessuto uni-
tario, partecipava all’idea europea che vedeva nella nascita di musei, come istituzioni statali legate
alla formazione della nazione moderna, lo strumento per lo sviluppo della cultura nazionale: il pas-
sato come esempio su cui modellare il presente, pur non senza intenti più direttamente celebrativi
e patriottici.
Il riordinamento dei musei della città di Firenze portò al frazionamento dell’intera collezione
delle Gallerie degli Uffizi e alla creazione di nuove strutture museali secondo una precisa divisione
specialistica.
Il palazzo della Crocetta era stato edificato da Giulio Parigi negli anni 1619-1620 come amplia-
mento di un Casino costruito da Lorenzo il Magnifico e venne adibito a residenza privata per Maria
Maddalena (1600-1633), sorella di Cosimo II. La condizione di Maria Maddalena, nata “malcomposta
di membra”, fu motivo per la realizzazione di un collegamento, tramite un corridoio pensile e due
cavalcavia, che le permettessero di partecipare, senza essere vista, alle funzioni religiose nella vicina
chiesa della SS. Annunziata e di accedere al prossimo monastero di via Laura.
Divenuto occasionalmente residenza di altre principesse medicee, l’edificio fu, nel 1788 per
volere del granduca Leopoldo I d’Asburgo Lorena, aumentato di un piano, e, successivamente, di-
venuta Firenze capitale d’Italia, fu la sede della Corte dei Conti, prima della definitiva destinazione
museale. Il fiorire degli scavi nella prima metà dell’Ottocento e l’attivismo del nuovo Antiquario
Zannoni contribuirono ad arricchire le collezioni di antichità, in generale, e quella numismatica, in
particolare, come l’immissione del nucleo di circa 600 monete provenienti dal ripostiglio di Fiesole,
rinvenuto nel 1828. Le monete acquisite furono immesse nella raccolta generale e classificate con
criterio esclusivamente tipologico e, dunque, oggi non distinguibili.
Nel 1841 è nominato Direttore delle Collezioni di antichità granducali Arcangelo Michele Migliarini ,
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cui dobbiamo la prima e più completa descrizione della raccolta di monete con precisi riferimenti ai
manoscritti del Pelli e ai Supplementi contenenti le immissioni successive. Le monete attribuite all’Etruria
sono contenute nel volume dedicato ai “Pesi Italici o sia Aes Grave di numerazione separata” e nell’altro
che contiene tutte le “monete antiche d’Europa”, redatto nel 1847. Le precise indicazioni del catalogo del
Migliarini, complete dei dati del diametro e, spesso, anche del peso
delle monete descritte, hanno permesso in molti casi di riconoscere gli
esemplari etruschi tra quelli oggi presenti in Museo (fig. 3).
Successivamente alla compilazione dei primi cataloghi da par-
te del Migliarini, le nuove immissioni fino al 1880 vennero regi-
strate nei Supplementi in cui, per quanto riguarda in particolare le
monete etrusche, troviamo traccia dell’ingresso nella raccolta di
alcune monete dal ripostiglio di Cecina, del 1858, e del ripostiglio
di Volterra, del 1869, oltre che della donazione di alcune monete
da parte di G. Francesco Gamurrini tra il 1867 e il 1875.
FiG. 3 – muSeo nazionale arCheoloGiCo di Firenze, Medagliere. Aureo da 50 unità della
zecca di Populonia. © SBAT.
Il MonetIere del Museo ArcheologIco nAzIonAle dI FIrenze F. Catalli

