Page 51 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
P. 51
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia – CONTRIBUTI 51
SamBon a. 1870, Le premier emission du victoriat, 1870, pp. 85-86.
SelvaGGi e. 1913, Scavi a Vaste in Apulia, IV, 1913 pp. 130-131.
travaGlini A. 2012, Il ripostiglio monetale “Vaste 1913”, in M. lomBardo – C. maranGio (a cura di),
Studi in onore di Salvatore Alessandrì, Lecce, pp. 349-360.
viola C. G. 1958, Pater, Milano 1958, (Taranto 1998 II edizione).
* La documentazione fotografica dell’articolo di Luigi Tondo è stata raccolta a cura di Giuseppe
Libero Mangieri.
Si segnala che, successivamente alla consegna del presente contributo, è stato pubblicato nel 2012
l’articolo di G. liBero manGieri, Il tesoretto di monete rinvenuto a Taranto nel 1883, in Taranto 1883:
il Medagliere prima del Museo, Eos, IV, 2012, pp. 11-216.
NOTE
1 L’arcivescovo Capecelatro aveva tra l’altro incoraggiato l’attività di una Accademia di studi a Taranto, e la pubblica-
zione della traduzione italiana di un poemetto didascalico sulla storia di Taranto, ricca di note anche sulle scoperte ar-
cheologiche, ad opera del letterato Carducci. La raccolta numismatica dell’arcivescovo fu utile alle ricerche dell’Avellino
e di altri illustri numismatici del tempo.
2 Anche a Castellaneta, nella prima metà del secolo, la passione numismatica della famiglia Tafuri aveva portato a costi-
tuire una grande raccolta di particolare importanza scientifica, comprendendo monete “cufiche”di provenienza locale,
raccolta che, studiata dal principe Spinelli, era stata pubblicata a Napoli nel 1844; ma in questo caso, i discendenti non
sembravano interessati alla sua conservazione o al suo uso pubblico.
3 Per il ritrovamento di Sava: SamBon 1863, p. 11.
4 Brevi notizie su relazioni tra L. Viola e l’ambiente locale in viola 1958, pp. 70-72; p. 182, (cenni al Canessa); pp.
138-139 (visita del Viola al Nervegna). Particolarmente significativo appare l’incontro a Taranto con Lenormant e cenni
anche ad un incontro con il Mommsen. Cogliamo occasione per ricordare che Lenormant, profondamente interessato
alle monete di Taranto, osservò l’affinità tipologica tra alcune emissioni celtiche e monete d’oro di Taranto, che spie-
gava come conseguenza di rapporti in età annibalica; evanS 1889 (pp. 208-209), accettando pienamente la possibilità di
Il MedaglIere del Museo NazIoNale archeologIco dI TaraNTo L. Tondo

