Page 11 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.2-2013
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COMUNICATI E SEGNALAZIONI                                                                           11


         ■ SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHEOLOGICI DELL’ABRUZZO
         La Giornata di studio su “Angelo Semeraro. Poeta, scrittore, archeologo” e il progetto di studio e
         catalogazione della raccolta numismatica “riscoperta” dopo il sisma del 2009














































         Fig. 1 – Paganica, Palazzo Ducale (AQ). Frammento di disco decorativo femminile in bronzo, VII sec. a.C. © SBAA.



              A partire dagli Anni Trenta del Novecento Angelo Semeraro, nato nel 1906, iniziò a rac­

         cogliere materiale archeologico soprattutto proveniente dal territorio del comune dell’Aquila,
         formando una collezione che alla sua morte, avvenuta nel 1992, fu affidata dagli eredi al co­
         mune dell’Aquila, che la depositò nei locali dell’ex carcere mandamentale di Paganica.
              In seguito al terremoto del 6 aprile 2009, anche i locali in cui era conservato il materiale ar ­
         cheologico crollarono e solo dopo lo sgombero degli stessi da parte dei Vigili del Fuoco (avvenuto
         circa un anno dopo) fu possibile “riscoprire” tali reperti, la cui esistenza non era nota alla Soprin­
         tendenza per i Beni Archeologici per l’Abruzzo. Il 30 settembre 2012, nell’ambito delle Giornate Eu­
         ropee del Patrimonio, si è svolta a Paganica, in comune dell’Aquila, una giornata di studio dedicata
         alla raccolta archeologica di Angelo Semeraro.
              La raccolta Semeraro è estremamente eterogenea: essa comprende infatti reperti paleonto­
         logici in corso di studio da parte dei geologi Silvano Agostini e Maria Adelaide Rossi; strumenti
         litici preistorici in corso di studio da parte di Massimo Pennacchioni; materiali in metallo e
         ceramici compresi fra l’età neolitica e l’età del Bronzo, in corso di studio da parte di Vincenzo
         d’Ercole.
              Tuttavia la maggior parte dei reperti è riferibile all’età del Ferro (fig. 1): su di essi sono
         state elaborate due tesi  di laurea presso l’Università di Studi Roma 3, mentre alcuni resti di
         rivestimenti in osso di letti funerari  sono in corso di studio da parte di Alberta Martellone.
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