Page 80 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.2-2013
P. 80
80 Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma – CONTRIBUTI
MONETE DELLA NINFA.
I RINVENIMENTI NELLA FONTE DI ANNA PERENNA
Tra i numerosi oggetti rinvenuti nello scavo della cisterna sul retro della fontana dedicata ad
Anna Perenna , utilizzati per pratiche magiche e riti religiosi, quali laminette in piombo con
1
defixiones e contenitori con figurine antropomorfe, figura un pentolone in rame e 524 monete di
epoca imperiale quasi tutte in bronzo. Le monete coprono un arco cronologico che testimonia l’u
tilizzo a scopo votivo della fonte di Anna Perenna, dal I al IV secolo d.C.
L’offerta di moneta nei santuari è una pratica piuttosto diffusa nell’antichità e comprende due
tipi di donazione, una destinata agli addetti del culto, che poteva essere utilizzata per la manuten
zione degli edifici sacri (cosidetti thesauroi), l’altra riservata alla divinità e pertanto intoccabile. A
questa seconda categoria di donazioni appartengono le monete che venivano gettate nelle sorgenti,
nelle fonti e nei fiumi, deposte talvolta entro stipi o favisse .
2
Le emissioni più antiche sono riferibili al principato di Augusto, con due soli nominali presenti,
mentre le più tarde sono attribuibili a Teodosio I, testimoniate da 7 esemplari e a Valentiniano II
(1 moneta). Il materiale della primissima età imperiale è abbastanza scarso, con soli 11 pezzi distri
buiti tra Augusto e Nerone. Una maggiore concentrazione di monete si riscontra dagli imperatori
Flavi in poi, con 17 monete sia per Vespasiano che per Domiziano, mentre l’epoca degli Antonini
è testimoniata in abbondanza da Traiano (10 mo
nete), Adriano (24 monete, fig. 2) e con maggiore
intensità per le emissioni di Marco Aurelio (34 mo
nete) e Commodo (18 monete). Tuttavia il gruppo
più cospicuo di esemplari è rappresentato dagli im
peratori della metà del III secolo d.C. (fig. 1), con
oltre il 23% del totale delle monete appartenenti
a Severo Alessandro e Gordiano III. La fine del III
secolo registra un picco di esemplari da Gallieno a
Probo, mentre fino alla metà del IV d.C. la presenza
numismatica è più sporadica. A partire dal regno di
Costanzo II si registra un nuovo importante adden
samento di esemplari, alcuni sicuramente attribuibi
li a determinati imperatori (Giuliano, Valentiniano I,
Valente, Graziano, Valentiniano II, Teodosio I), altri
genericamente riferibili alla seconda metà del IV
d.C. a causa del pessimo stato di conservazione dei
nominali minori (Aes 3 e Aes 4).
Le emissioni più recenti sono attribuibili a Te
odosio I, riferibili agli anni tra il 388 e il 392 d.C. Fig. 1 – muSEo nazionalE romano, mEDagliErE. Sesterzio
e costituiscono un importante dato cronologico in di Settimio Severo per Giulia Domna emesso dalla zecca
merito alla frequentazione del luogo di culto. di Roma, 196-211 d.C. (cat. 21). © SSbar.
E’ ragionevole collegare il dato numismatico ai
con i quali veniva imposta la dottrina cattolica cristiana
due editti di Teodosio I del 380 e del 391 d.C.
stabilita dal Concilio di Nicea del 325 d.C. e successivamente vietati i culti pagani. E’ probabile dunque
ipotizzare la chiusura del santuario di Anna Perenna in una data non molto distante da quella dell’ultimo
editto e delle ultime emissioni monetarie rinvenuta nella vasca.
Di
monETE nElla FonTE anna PErEnna C. Peguiron

