Page 75 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.2-2013
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Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma   – CONTRIBUTI                              75


         I contenitori e le figurine

              I 24 contenitori di piombo (fig. 5) e tre di terracotta con coperchio in piombo costituiscono
         una assoluta rarità non solo per la tipologia, ma anche perché contenevano in molti casi figurine
         realizzate con materiale organico all’interno. Erano costituiti da lamine di vario spessore, con nucleo
         metallico perfettamente conservato e chiusura ermetica.
              Elemento comune a tutti i recipienti, ad eccezione delle brocchette di terracotta, è il fatto che
         essi sono sempre costituiti da tre cilindri in lamina di piombo posti uno all’interno dell’altro, in
         alcuni casi con l’apertura nello stesso verso e con un solo coperchio, tanto da sembrare un unico
         corpo. In altri casi il contenitore più interno aveva un proprio coperchio, oppure era collocato ca  ­

         povolto.   Il numero tre è sicuramente il numero magico per eccellenza e, analizzando le impronte
         digitali conservate sulle resine che sigillavano uno dei contenitori, si è ipotizzato che fosse stato

         chiuso da una mano femminile.




         Fig.   5 – muSEo nazio ­

         nalE    romano.  Colle­
         zione epigrafica. I tre
         contenitori di piombo
         inv. 475549.   © SSbar.



























              All’interno dei contenitori erano conservati manufatti dalla forte valenza simbolica: figurine
         antropomorfe impastate con cera, zuccheri, erbe e con liquidi come il latte, che dovevano essere
         preparate sul momento,    vista anche la rozzezza della lavorazione, e poi infilate nelle scatole. Que­
         ste ultime, che evidentemente potevano essere acquistare in anticipo dai clienti della maga/mago,
         avevano un modello cilindrico, di tipo “seriale”.
              Due erano i materiali della magia negativa più comprensibili e meno suscettibili di interpre­
         tazione: le defixiones e le figurine ”voodoo”. Le prime venivano molto spesso da tombe o da fonti
         o pozzi o da santuari di divinità ctonie, mentre le figurine, maschili o femminili, in cera, terracotta,
         piombo, bronzo, spesso trafitte da chiodi o legate mani e piedi, portavano inciso il nome della per  ­
         sona da colpire ed erano spesso deposte dentro contenitori all’interno di tombe, fonti o santuari.
         La loro deperibilità li rendeva molto rari e prima della scoperta di Anna Perenna, che da sola ha
         restituito ben 7 figurine (figg. 6-7).
              Christopher Faraone (massima autorità internazionale nel campo della magia antica) aveva
         censito solo 34 figurine provenienti da contesti sparsi in tutto il Mediterraneo. L’esiguità dei materiali
         magici nel mondo antico rende del tutto eccezionale il ritrovamento dei materiali della fontana dei
         Parioli.   In nessun altro ritrovamento c’è una così forte concentrazione di tutti i materiali magici più
         noti e di altri sconosciuti. Le figurine di cera e farina sono la prova archeologica di quanto è tante


                                             Di
            il riTrovamEnTo   magico   DElla   FonTana     anna PErEnna                       M. Piranomonte
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