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Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma – CONTRIBUTI 73
Due delle tre iscrizioni della fontana citano gli stessi personaggi e la stessa occasione vo
tiva: si tratta di Svetonius Germanus e della moglie Licinia i quali, proclamati vincitori per la
seconda volta, sciolgono riconoscenti il voto ad Anna Perenna di dedicare un’ara marmorea
se fossero stati giudicati vittoriosi (fig. 2). L’altare fu dedicato il 5 aprile del 156 d.C. E’ chiaro
che si allude nel testo dell’epigrafe alla vittoria in qualche agone che si doveva svolgere in
occasione della festa del 15 marzo, agone evidentemente assai popolare, mentre a noi moderni
sembra oscuro. Un’ipotesi è che si trattasse della gara a bere più coppe di vino (sul timpano
dell’ara è visibile un simpulum) o a fare agoni di canto o di mimo e poesia in coppia, come
espressamente indicato dalle fonti antiche. Anche i ritrovamenti archeologici fatti all’interno
della fontana rimandano espressamente al vino: infatti essa al momento dell’abbandono fu
riempita con anfore vinarie, e all’interno della cisterna, proprio a contatto con la polla d’ac
qua sorgiva, furono trovati due kyathoi miniaturistici riferibili anch’essi a libagioni sacre del
prezioso nettare.
La fontana romana di Anna Perenna ebbe una vita lunghissima,
almeno dieci secoli, dal IV sec. a.C. al VI sec. d.C. Era una krene,
con la captazione diretta dalla polla sorgiva e proprio nella cisterna
posta sul retro della fontana sono stati compiuti i ritrovamenti più
straordinari. Fra i materiali ritrovati nella fontana di Anna Perenna,
ci sono le monete, gettate nell’acqua per buon augurio illustrate qui
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di seguito , gusci d’uovo, pigne, ecc. tutti richiami alla fecondità,
ma soprattutto molti materiali ascrivibili a riti magici. Tra questi, un
bel recipiente cilindrico, dal diametro di cm 25, in rame, una vera
e propria “pentola”
che rimanda da una parte alla cucina, dall’altra
alle ricette e alle pozioni delle maghe (fig. 3).
La magia antica, cercando di manipolare le forze della natura
ricorreva a una serie di rituali assai complessi, pervenutici nei Papy
ri Graecae Magicae, dai filtri d’amore alle maledizioni; in buona
parte di queste il fuoco aveva un ruolo preponderante, non solo
Fig. 2 – roma. Fontana di Anna
Perenna: una delle tre iscrizioni perché gli incantesimi si svolgevano prevalentemente di notte, ma
dedicate alla dea e alle sue nin perché accanto alle formule e ai rituali che si ripetevano c’erano gli
fe. © SSbar. ingredienti delle ricette, erbe, e altro che si dovevano mescolare per
ottenere le pozioni magiche. Le streghe dell’antichità erano anche
guaritrici e abili preparatrici di infusi, decotti e pozioni, la loro po
tenza stava nel far guarire dal male fisico, ma anche dal male
d’amore, per cui erano spesso ricercate. La presenza di
una grossa pentola di rame nella cisterna rimanda dun
que a preparazioni magiche.
Le lucerne
All’interno della fontana di Anna Perenna sono state
ritrovate 74 lucerne, in uno stato di conservazione ec
cezionale, ben 54 sono nuove, cioè non sono mai state
accese, 20 invece erano già state usate almeno una o
più volte (fig. 4). Nella maggior parte (48 esemplari) ap
partengono tipologicamente alle c.d. “lucerne a perline”,
databili comunemente tra il IV e gli inizi del V sec. d.C.;
altri quattro esemplari appartengono alle c.d. “catacomb
lamps” databili nell’ambito del V secolo. L’associazione
di lucerne alle fonti d’acqua in età tarda (III-V secolo)
trova dei significativi riscontri nel mondo greco, dove
Fig. 3 – muSEo nazionalE romano. ll grande una consistente quantità di lucerne cristiane è stata rin
caccabus di rame. © SSbar. venuta in alcune delle più importanti grotte dedicate alle
Di
il riTrovamEnTo magico DElla FonTana anna PErEnna M. Piranomonte

