Page 73 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.2-2013
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Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma   – CONTRIBUTI                              73


              Due delle tre iscrizioni della fontana citano gli stessi personaggi e la stessa occasione vo­
         tiva: si tratta di Svetonius Germanus e della moglie Licinia i quali,     proclamati vincitori per la
         seconda volta,   sciolgono riconoscenti il voto ad Anna Perenna di dedicare un’ara marmorea
         se fossero stati giudicati vittoriosi (fig. 2). L’altare fu dedicato il 5 aprile del 156 d.C. E’ chiaro
         che si allude nel testo dell’epigrafe alla vittoria in qualche agone che si doveva svolgere in
         occasione della festa del 15 marzo, agone evidentemente assai popolare, mentre a noi moderni
         sembra oscuro. Un’ipotesi è che si trattasse della gara a bere più coppe di vino (sul timpano
         dell’ara è visibile un simpulum) o a fare agoni di canto o di mimo e poesia in coppia, come
         espressamente indicato dalle fonti antiche. Anche i ritrovamenti archeologici fatti all’interno
         della fontana rimandano espressamente al vino: infatti essa al momento dell’abbandono fu
         riempita con anfore vinarie, e all’interno della cisterna, proprio a contatto con la polla d’ac­
         qua sorgiva, furono trovati due kyathoi miniaturistici riferibili anch’essi a libagioni sacre del
                                      prezioso nettare.
                                           La fontana romana di Anna Perenna ebbe una vita lunghissima,
                                      almeno dieci secoli, dal IV sec. a.C. al VI sec. d.C. Era una krene,
                                      con la captazione diretta dalla polla sorgiva e proprio nella cisterna
                                      posta sul retro della fontana sono stati compiuti i ritrovamenti più
                                      straordinari. Fra i materiali ritrovati nella fontana di Anna Perenna,
                                      ci sono le monete, gettate nell’acqua per buon augurio illustrate qui
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                                      di seguito , gusci d’uovo, pigne, ecc. tutti richiami alla fecondità,

                                      ma soprattutto molti materiali ascrivibili a riti magici.   Tra questi, un
                                      bel recipiente cilindrico, dal diametro di cm 25, in rame, una vera
                                      e propria “pentola”
                                                            che rimanda da una parte alla cucina, dall’altra
                                      alle ricette e alle pozioni delle maghe (fig. 3).
                                           La magia antica, cercando di manipolare le forze della natura
                                      ricorreva a una serie di rituali assai complessi, pervenutici nei Papy­
                                      ri  Graecae  Magicae, dai filtri d’amore alle maledizioni; in buona
                                      parte di queste il fuoco aveva un ruolo preponderante, non solo

         Fig.   2 – roma. Fontana di Anna

         Perenna: una delle tre iscrizioni   perché gli incantesimi si svolgevano prevalentemente di notte, ma
         dedicate alla dea e alle sue nin­  perché accanto alle formule e ai rituali che si ripetevano c’erano gli
         fe. © SSbar.                 ingredienti delle ricette, erbe, e altro che si dovevano mescolare per
                                      ottenere le pozioni magiche. Le streghe dell’antichità erano anche
                                      guaritrici e abili preparatrici di infusi, decotti e pozioni, la loro po­
                                           tenza stava nel far guarire dal male fisico, ma anche dal male
                                                 d’amore, per cui erano spesso ricercate. La presenza di
                                                 una grossa pentola di rame nella cisterna rimanda dun­
                                                  que a preparazioni magiche.




                                                  Le lucerne

                                                       All’interno della fontana di Anna Perenna sono state
                                                  ritrovate 74 lucerne, in uno stato di conservazione ec­
                                                  cezionale, ben 54 sono nuove, cioè non sono mai state
                                                  accese, 20 invece erano già state usate almeno una o
                                                  più volte (fig. 4). Nella maggior parte (48 esemplari) ap­
                                                  partengono tipologicamente alle c.d.     “lucerne a perline”,
                                                  databili comunemente tra il IV e gli inizi del V sec. d.C.;
                                                  altri quattro esemplari appartengono alle c.d.    “catacomb
                                                  lamps” databili nell’ambito del V secolo. L’associazione
                                                  di lucerne alle fonti d’acqua in età tarda (III-V secolo)
                                                  trova  dei significativi riscontri  nel  mondo greco,    dove



         Fig.    3  – muSEo  nazionalE  romano. ll grande  una consistente quantità di lucerne cristiane è stata rin­

         caccabus di rame.   © SSbar.             venuta in alcune delle più importanti grotte dedicate alle
                                             Di
            il riTrovamEnTo   magico   DElla   FonTana     anna PErEnna                       M. Piranomonte
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