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76 Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma – CONTRIBUTI
Fig. 6 – muSEo nazionalE romano. Collezione epigrafica. Fig. 7 – muSEo nazionalE romano. Collezione epigrafica.
Una delle sette “bambole voodoo” (figurine impastate con Un’altra delle figurine contenute nelle scatole di piombo
cera, acqua, farina) ritrovate all’interno dei contenitori (inv. (inv. 475552). © SSbar.
475548). © SSbar.
volte ricordato nelle fonti antiche, i pupazzi di cera che venivano forgiati dalle streghe e poi gettati
nel fuoco per bruciare come doveva bruciare la fiamma dell’amore.
Se la presenza delle figurine è molto rara nel mondo antico, e ce ne sono pochissimi con
fronti esistenti, vista la deperibilità dei materiali, quella dei contenitori di piombo è ancora più
singolare anche perché non sono “muti”, ma sono incisi sulla superficie quindi essi stessi por
tatori di maledizioni o di formule magiche rituali, nei quali sono presenti divinità e demoni di
varia origine, quasi che presso la fontana di Anna Perenna fossero concentrate forze maligne
diversificate. Vi sono presenti Seth, il dio egizio infernale e ben 6 volte Abraxas il demone gno
stico il cui nome forma il numero 365, come i giorni dell’anno. La sua iconografia ricorda un
anguipede dal corpo umano e dalla testa di uccello con in mano una frusta (fig. 8).
La rarità della presenza di Abraxasas sui contenitori è ulteriormente sottolineata dalla pre
senza sul suo ventre di alcune lettere greche, finalmente (dopo anni di miei tentativi!) decifrate
dal prof. Nemeth dell’Università di Budapest. Tali lettere sono IΧΝΥ((Π))QΚQQQ e cioè “Iesous
Xristos Nazaraios Uios (1 volta Pais) Theou kai Theos Theos Theos”. L’importanza di tale deci
frazione è straordinaria poiché sui contenitori magici il demone e Gesù Cristo, considerato nel
periodo tardoantico grande mago e taumaturgo sono insieme, a rafforzare il rituale magico del
mago professionista.
Dunque nulla era lasciato al caso nel rituale magico presso la nostra fontana: le figurine
venivano introdotte in una scatola, chiusa da un coperchio e da resine sigillanti a sua volta
inscritta e inserita in altre due scatole più grandi sigillate anch’esse. Il tutto veniva poi gettato
nella fontana per completare il rito. Forse ai contenitori erano collegate anche le defixiones
ritrovate nella fontana.
il riTrovamEnTo magico DElla FonTana anna PErEnna M. Piranomonte
Di

