Page 74 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.2-2013
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74                                  Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma   – CONTRIBUTI


































          Fig. 4 – muSEo   nazionalE romano. Collezione epigrafica. Alcune delle 74 lucerne del ritrovamento. © SSbar.
          ninfe della Grecia e dell’Europa orientale. Il piccolo oggetto costituiva un dono votivo di poco
          costo e poco peso, facile quindi da trasportare per l’offerta alla divinità. Ma se in due casi con­
          tengono monete, quindi sono sicuramente ascrivibili alla categoria dei votivi, in ben sei casi
          contengono defixiones, così da collocarle nella categoria delle c.d.     “Lampenzauber”, o lucerne

          magiche, ampiamente citate sia nei Papiri Magici, che dagli autori di età imperiale come Apu­
          leio. In entrambi i casi le lucerne venivano utilizzate sia spente che accese ed è inutile sottoli­
          neare quale parte potesse avere il fuoco nei sortilegi amorosi dove la fiamma indicava l’amore
          che bruciava realmente l’innamorato o veniva semplicemente intesa come forza distruttiva.
               Va inoltre sottolineata l’importanza della notte nei riti magici: è quello il momento più
          adatto per evocare le forze dell’Ade o per trasmettere il sogno nell’amato. Nei Papiri Magici si
          insiste molto sulle pratiche di divinazione, e sui sortilegi per i quali le lucerne, mai rosse (come
          le nostre che sono prevalentemente di argilla chiara e depurata),        con uno stoppino nuovo e
          imbevute di olio puro, erano strumento fondamentale. In Apuleio questi piccoli oggetti, assu­
          mono valenze varie: sono utilizzate per preannunciare la pioggia o per trasformarsi in gufo.
               Non bisogna poi trascurare il fatto che i sortilegi dei maghi si compivano di notte e che
          il bosco sacro di Anna Perenna (l’attuale collina dei Monti Parioli) fosse allora un luogo buio
          e fuori dalla città. Oltre alle sei lucerne con defixiones, altre lamine di maledizione sono state
          trovate all’interno della cisterna, per un totale di 26 lamine, delle quali 20 in piombo e 2 di
          rame intere, 4 frammentarie di piombo. Le defixiones della fontana di Anna Perenna sono un
          ritrovamento eccezionale per numero e contesto.       Era dal Settecento che a Roma non se ne fa­
          ceva uno così cospicuo.
               Il merito della decifrazione ormai quasi completa dei testi va tutto al celebre filologo te­
          desco Juergen Blänsdorf, già autore della decifrazione dei testi del Santuario di Iside a Mainz,
          che ha compiuto un lavoro straordinario e molto veloce di lettura delle nostre tavolette di ma­
          ledizione, rivelando un’umanità che si rivolgeva a questi professionisti del magico, molto varia,
          sia popolare sia più colta,   che chiedeva giustizia per aver subìto furti di denaro o di amore, che

          implorava il demone Abraxas e le ninfe di avere giustizia di un torto e che chiedeva l’acceca­
          mento dell’arbitro Sura,   “qui natus est de vulva maledicta”. Alle ninfe di Anna Perenna “deas
          vestras” si rivolge anche un cristiano “Cristum nostrum” per avere giustizia, a prova del sincre­
          tismo religioso del periodo della tarda antichità. Ma alla fontana di Anna Perenna non solo le

          lamine di piombo contengono testi magici,      ma tutto il ritrovamento costituisce un “catalogo” di
          maledizioni e invocazioni a divinità infernali e alle ninfe.



              il riTrovamEnTo   magico   DElla   FonTana     anna PErEnna                      M. Piranomonte
                                              Di
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