Page 117 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 5-2014
P. 117
Interventi – ATTI TAVOLA ROTONDA 117
RIFLESSIONI E SINERGIE NELLA NUMISMATICA ITALIANA
Quale consulente numismatico vorrei personalmente complimentarmi con la struttura
ministeriale, in particolare con la dottoressa Pennestrì, per lo sviluppo del progetto del Por-
tale Numismatico dello Stato.
A mio parere il contributo che questo strumento offrirà per la diffusione della conoscen
za numismatica è di grande rilevanza, poiché potrà rendere noto il patrimonio numismatico
pubblico, ancora in grande parte sconosciuto anche agli studiosi, grazie alla catalogazione
delle collezioni museali.
Ho apprezzato moltissimo l’intervento di una delle personalità italiane più importanti del
mondo numismatico, il prof. Ermanno Arslan, che ha chiaramente sottolineato l’importanza
della moneta nel contesto archeologico e la necessità dello studio dei ripostigli conservati
nelle Soprintendenze e non ancora a disposizione degli studiosi.
A significare ciò basta accennare ad un denario di Tito, che avrebbe assunto una parti
colare valenza storica, quella di riscrivere la data dell’eruzione del Vesuvio. Plinio il Giovane,
in una lettera scritta 25 anni dopo l’evento, descrive l’eruzione avvenuta il nono giorno prima
delle calende di settembre, vale a dire il 24 agosto del 79 d.C.; tale fonte ci giunge riscritta
nel XVI secolo. Prove ed indizi che in realtà tale data dovesse essere posteriore al 24 agosto
sono molti; gli scavi archeologici hanno appurato che la frutta fresca e la verdura in vendita
il giorno dell’eruzione erano fuori stagione per il mese di agosto, i frutti estivi erano stati
essiccati per essere conservati, la vendemmia e la vinificazione erano concluse e il vino era
già posto nei contenitori chiusi. I pompeiani erano vestiti con un abbigliamento non estivo,
anche se il tempo poteva essere cambiato proprio a seguito dell’eruzione.
Si è potuto verificare che in molte case già si stava utilizzando la legna per le stufe ed
inoltre studi sulla direzione del vento nel Golfo di Napoli hanno considerato che il modo in
cui le ceneri sono state distribuite, erano in linea con la ventosità di quella zona del periodo
autunnale.
La moneta in oggetto, ritrovata insieme ad altre durante degli scavi nel 1974, è stata stu
diata nel 2006 dalla dott. Grete Stefani. Si tratta di un denario coniato a Roma sotto il regno
di Tito nel 79, dalla titolatura del rovescio, databile certamente dopo il settembre del 79. È
presente intatti, nella legenda il titolo di IMP XV. È noto infatti da altre fonti e lettere che
Tito non ricevette la sua quindicesima acclamazione come Imperatore fino al settembre del
79, probabilmente per i risultati militari ottenuti in Britannia. A partire da questo evento le
successive monete coniate ebbero nella leggenda la nuova titolatura.
Ebbene l’esemplare di questa coniazione ritrovato negli scavi, sebbene di una tipologia
comune, ha un grandissimo fascino per studiosi ed appassionati, poiché è un documento
di eccezionale interesse storico. Ma ad oggi tale moneta non risulta pubblicata; l’articolo di
Grete Stefani illustra un disegno della moneta, ed anche un documentario televisivo della RAI
sull’eruzione del Vesuvio, si limita a mostrare tale disegno.
Questo denario, che dovrebbe essere conservato presso il Museo Archeologico di Napoli,
non risulta esposto nell’importante gabinetto numismatico, e non è stato neppure presentato
nell’eccezionale esposizione londinese su Pompei dello scorso anno.
Nell’ambito della tutela, concordo inoltre pienamente sul bisogno di portare maggior
mente l’attenzione direttamente sulle aree archeologiche, poiché i più disparati sequestri
operati dalle forze dell’ordine di insiemi di monete non contribuiscono alla conoscenza scien
tifica, così come al contrario la conservazione del territorio è la migliore protezione del patri
monio del nostro passato, anche di quello numismatico.
riFLessioni sinergie neLLa numismatiCa itaLiana U. Moruzzi
e

